Istituzione Parco del Mar Piccolo, scoppia la polemica

 

L'assessore Cataldino pone dubbi sull'iter avviato da oltre due anni e approvato in Consiglio regionale. Liviano: "Il Comune ha partecipato ai vari passaggi: non lo vuole più?"
pubblicato il 17 Gennaio 2020, 21:41
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Scoppia la polemica sull’istituzione del Parco regionale del Mar Piccolo. A innescarla una nota stampa dell’assessore comunale allo Sviluppo economico Gianni Cataldino, che pone molti dubbi sulla vicenda, che ha già ricevuto l’ok in Consiglio regionale e che ora passerà attraverso la Conferenza di servizi. A Cataldino con un seccato quanto prevedibile post su facebook replica il consigliere regionale Gianni Liviano, che della proposta di legge è in un certo senso il ‘padre’.
Ecco cosa ha scritto Cataldino nel suo comunicato stampa: “L’amministrazione Melucci si muove da tempo per promuovere un economia circolare e sostenibile in direzione ostinata e contraria alla monocultura dell’acciaio ed è consapevole della necessità di una diversificazione produttiva che guardi alle potenzialità del territorio che parta dal confronto con tutti i soggetti produttivi esistenti e potenziali. Proprio per questo abbiamo espresso ed esprimiamo forti perplessità sul percorso che vuole portare alla istituzione del parco regionale del Mar Piccolo. Il nostro non è un no a prescindere ma, svolgendo il ruolo istituzionale che ci compete abbiamo seguito tutto l’iter di quella proposta sin dalla prima stesura e attivato anche un confronto con gli operatori economici del territorio. In ragione di questo e dei dubbi che ci sono stati esposti e motivati dagli operatori, riteniamo di dover esigere un approfondimento degli studi, delle norme e di ogni azione tesa alla creazione di un parco che a tutti gli effetti è di Taranto. Una proposta siffatta va collimata con il Piano delle Coste che il Comune di Taranto adotterà in giunta a breve e che andrà al confronto con la città. Il piano ha al suo interno un piano degli approdi e dei punti di sbarco nonché una riorganizzazione della filiera produttiva della mitilicoltura, riveniente dalla condivisione di un lungo lavoro con il Commissario straordinario delle Bonifiche, che va tenuto in considerazione. Le norme del parco non possono non tener poi conto che è necessario ascoltare le ragioni delle aziende agricole, del mare, manifatturiere e turistiche che sono ad oggi i reali custodi dell’ambiente e del paesaggio di quell’area. Vogliamo che il tutto nasca con la garanzia della piena integrazione tra attività umane e preservazione del territorio. Vogliamo che la riflessione chiesta dagli operatori del mare, del mondo agricolo e manifatturiero dell’area sia presa in considerazione dalla Regione affinchè ciò che appare virtuoso sulla carta possa tradursi in un reale vantaggio per il territorio tarantino. Vogliamo che si crei un parco del Mar Piccolo nel territorio tarantino? Sì. Vogliamo che si preservi tutta quell’area ricca di pregio naturalistico e paesaggistico? Sì. Vogliamo che diventi un volano economico del territorio partendo dalle attività esistenti e favorendone lo sviluppo? Sì. Approfondiamo quindi per non dover poi fare i conti con un ulteriore depauperamento di risorse economiche e posti di lavoro nella nostra Taranto”.
Insomma, è quasi come se Cataldino invitasse quantomeno curiosamente a ricominciare tutto l’iter. E qui c’è la risposta di Liviano, che non è certo accomodante: “Il Comune non vuole il parco? Apprendo con un comunicato stampa dell’Amministrazione comunale di Taranto che per voce dell’assessore Cataldino fa sapere di essere d’accordo alla realizzazione del Parco del Mar Piccolo ma di avere bisogno di tempi, di verifiche, di mille passaggi. Peccato che siano due anni e mezzo che stiamo parlando di questa cosa e che in questi due anni e mezzo non abbiano trovato il tempo per fare le verifiche necessarie. E’ evidente che l’obbiettivo è solo prendere tempo, far passare questa consigliatura e poi Dio vede e provvede… Sarà un problema di primogeniture? A me delle primogeniture non me ne importa niente, se le prendesse tutte l’Amministrazione comunale. Sarà un problema di campagna elettorale? Sappia il Comune che io non so manco se mi candido. Dispiace che un’opportunità cosi importante, gia approvata all’unanimità in Consiglio Regionale e per la quale è stata avviata la conferenza di servizi, venga derubricata con un comunicato stampa dell’assessore Cataldino. Mi permetto di ricordare che la legge è stata condivisa in maniera formale con Università, Ordine dei Geologi, Ordine degli Architetti, Consiglio Nazionale di Ricerca, Ance, Confartigianato, Coldiretti e soprattutto con oltre 13.500 che hanno apposto sinora la loro firma. Mi permetto altresì di ricordare che al percorso di elaborazione della legge il Comune è stato coinvolto e ha partecipato alternando la presenza dei vari assessori che si sono succeduti: De Franchi, Scarcia e Occhinegro e con la costante partecipazione del dirigente Francesco Rotondi. Ricordo ancora che in un incontro formale tenutosi al Comune: il Sindaco, alla presenza dell’assessore Viggiano e dell’assessore Tilgher, disse di essere assolutamente favorevole al progetto. Ho piu volte fatto presente al Sindaco e ai suoi assessori che il sottoscritto non ha nessun interesse a stabilire la perimetrazione e che quindi qualunque perimetrazione il Comune proponga in Conferenza di Servizi In Regione, va bene. Duole questa presa di posizione incomprensibile dal punto di vista politico e di strategia per il futuro della città. Duole altresì apprendere dalla stampa, dopo aver da parte mia sempre cercato il dialogo, la posizione del Comune. A differenza di quanto accaduto nel caso dell’Acquario, quando il sindaco bidonò il project manager della Costa venuto per investire a Taranto per l’acquario e il sottoscritto tacque per quieto vivere e per senso di responsabilità, questa volta non sono disponibile ad accettare che alla mia città venga negata questa importante opportunità. Il percorso che ha portato a questa legge é stato avviato prima ancora che Melucci fosse eletto occasionalmente sindaco, quando in verità nessuno in città sapeva della sua esistenza. In Regione continuerò a lottare per la realizzazione del parco e continueremo la raccolta firme. Nessuno è padrone della città”.

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