Ex Ilva, nuova protesta indotto. Confindustria si dissocia

 

Nuova protesta degli autotrasportatori di Casartigiani. Ma la sezione di Taranto si dissocia
pubblicato il 17 Gennaio 2020, 19:04
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La sezione Confindustria Taranto e la sezione degli autotrasportatori di Confindustria “si dissociano ufficialmente” dalla protesta attuata da un gruppo di autotrasportatori che oggi ha presidiato la portineria imprese dello stabilimento siderurgico di Taranto lamentando ritardi nei pagamenti delle fatture. “L’associazione prende le distanze da ogni tipo di manifestazione, anche estemporanea, che sarebbe stata messa in atto da un gruppo di persone al fine di ottenere risposte alle loro istanze. Pur riconoscendo la situazione di estremo disagio delle aziende dell’indotto ex Ilva – precisa l’associazione – Confindustria Taranto ha infatti chiaramente espresso, proprio attraverso un precedente comunicato diramato in data odierna, la propria volontà di prendere atto degli impegni assunti da parte dell’azienda in ordine al pagamento, a breve, dei crediti pregressi“.

Avevamo raggiunto un accordo – ha detto Giacinto Fallone, presidente della sezione Autotrasportatori di Casartigianiper ricevere puntualmente i pagamenti e rivisitare la programmazione dei lavori. Purtroppo le fatture scadute al 31 dicembre, ad oggi non ci sono pervenute. Le banche ci hanno chiuso i rubinetti così come i distributori, i fornitori vogliono essere pagati, le tasse non le abbiamo potute pagare e quindi necessariamente abbiamo dovuto far sentire la nostra voce. Abbiamo avuto un incontro nello stabilimento con i dirigenti che ci hanno garantito che nelle prossime ore ci sarà ristorato l’80 per cento sul cento per cento dello scaduto. Noi – conclude Fallone – abbiamo ribadito il concetto che il territorio va rispettato anche nell’assegnazione del lavoro“.

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