Bonifica San Brunone, Consiglio di Stato l’affida alla Cisa

 

Risolto il contenzioso sull'appalto per la bonifica delle aree non pavimentate dopo lo stop del Tar Lecce della scorsa estate
pubblicato il 17 Gennaio 2020, 19:37
6 mins

La Quinta Sezione del Consiglio di Stato, attraverso due ordinanze, ha chiuso il contenzioso in merito all’appalto per la bonifica delle aree non pavimentate del Cimitero San Brunone nel comune di Taranto.

Come si ricorderà, i lavori furono aggiudicati il 4 maggio dello scorso anno dalla stazione appaltante, il Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, (decreto di aggiudicazione n. 156 del 14.05.19). Con quel decreto fu affidato l’Intervento di bonifica delle aree non pavimentate del Cimitero San Brunone all’ A.T.I. CO.GE.A. Impresit s.r.l. – Tecnobuilding s.r.l.S&C Costruzioni s.r.l. – Impresa Parisi, Scavi e Costruzioni di Parisi Angelo.

L’appalto, che aveva come base d’asta 6.127.022,20 euro, fu aggiudicato all’A.T.I. che aveva presentato un’offerta con un ribasso d’asta del 18.69%. Al secondo posto si era piazzata l’Ati composta da Ditta Fornaro Vincenzo, Impresa Ottomano, Cassalia Domenico, La Refin srl e Mad srl. Terza, infine, la Cisa Spa. Che aveva presentato al Tar di Lecce la richiesta di sospensione dell’aggiudicazione dell’appalto, avendo rilevato un collegamento familiare tra una impresa della prima Ati e una della seconda, collegamento però non era comunicato alla stazione appaltante che così era stata indotta in errore, non avendone conoscenza formale.

L’A.T.I. CO.GE.A. Impresit s.r.l. con nota del 22 ottobre aveva manifestato l’intenzione di proporre appello avverso la suddetta sentenza del TAR PUGLIA invitando l’amministrazione ad astenersi dall’adottare qualunque provvedimento o determinazione che possa incidere sulla posizione del raggruppamento aggiudicatario. La stazione appaltante aveva provveduto ad inoltrare la dovuta segnalazione all’ANAC e per le vie brevi (in data 11.11.2019)  è stata consultata l’Avvocatura Distrettuale e Generale evidenziando la imminente scadenza del termine per l’appello.

Il tutto era finito al Consiglio di Stato. In pratica, è stato appurato che la titolare della prima A.T.I. fosse la madre dei titolari della seconda A.T.I. Il che per i giudici costituisce una concreta evidenza della prova del collegamento sostanziale tra le imprese, tale da comportare la loro esclusione al bando di gara.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/05/bonifica-san-brunone-contenzioso-al-tar-ha-bloccato-i-lavori/)

Cosa prevede l’intervento di bonifica presso il Cimitero San Brunone 

L’intervento del valore complessivo pari a 13.693.169,78 euro prevede la:

·  Rimozione del terreno e successivo rinterro con materiale proveniente da cave e sistemazione delle fosse mediante lastre per i campi di inumazione n. 9, 15, 20, 29 e in parte il campo 36 destinato alle salme di età inferiore ai 10 anni;

· Rimozione del terreno e successiva sistemazione previa realizzazione di capping e stesa di un tappeto verde nei campi di inumazione n. 19, 28, 36;

· Rimozione del terreno e successiva sistemazione mediante intervento di capping per alcune aree adibite ad aiuole;

· Realizzazione di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche in sostituzione di quello attualmente esistente nella zona a servizio dei campi di inumazione oggetto di bonifica.

La zona oggetto di intervento comprende tutta l’area del cimitero urbano San Brunone, ha una estensione complessiva di ca. 181.000 mq e presenta aree non pavimentate (aiuole e campi di inumazione), aree pavimentate (viali) e aree edificate (gallerie e ossari comunali, cappelle sociali).

Le analisi sui terreni hanno evidenziato un inquinamento profondo.

Le attività di inumazione hanno difatti provocato una continua rimozione del terreno portando lo strato superficiale inquinato anche molto più basso, sino a due metri. Il Commissariato Straordinario, guidato da Vera Corbelli, ha quindi operato analizzando i terreni in profondità, ha ridotto i campi di inumazione da 7 a 5 e ha realizzato il rifacimento della rete di drenaggio delle acque che terminano la loro corsa nel canale di San Brunone, da anni interrato.

In poco più di due anni si è riusciti a completare tutte le indagini ed i rilievi necessari alla costruzione di un accurato quadro conoscitivo, a scegliere la migliore soluzione progettuale, a sviluppare tutte e tre le fasi di progettazione (fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva), ad acquisire tutti i pareri, a concludere le operazioni di verifica e validazione e ad avviare le operazioni per l’affidamento dei lavori.

L’intervento di bonifica del cimitero consentirà “il prosieguo della pratica dell’inumazione garantendo la sicurezza per i lavoratori ed i visitatori del cimitero; particolare importanza riveste anche l’efficientemento del sistema fognario del cimitero oramai poco funzionante. Si tratta, quindi, di un’azione organica che ha sia l’obiettivo di bonificare le aree inquinate, sia la realizzazione di tutti quegli interventi necessari a ridare alla città di Taranto un adeguato cimitero monumentale” concludono dalla struttura commissariale.

(leggi gli articoli sulla bonifica del cimitero https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifica+cimitero)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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