Aeroporto ‘Arlotta’, incontro al Ministero dei Trasporti

 

La proposta da Taranto: “C'è bisogno di continuità territoriale concreta e certa”
pubblicato il 17 Gennaio 2020, 12:29
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Come avevamo annunciato già (leggi https://www.corriereditaranto.it/2020/01/02/aeroporto-arlotta-incontro-a-roma/), ieri c’è stato un incontro a Roma tra il Comitato Pro Aeroporto Taranto-Grottaglie e il Ministero dei Trasporti, con al centro dell’attenzione ovviamente la vicenda ‘Arlotta’, oltre ad altri aeroporti diciamo trascurati dalle Regioni.
Sono state evidenziate da parte del Comitato “le gravissime carenze gestionali da parte di Aeroporti di Puglia nei confronti dell’Aeroporto di Taranto. Confermata anche la gravissima omissione della Regione Puglia che continua ad impedire l’avvio della Continuità territoriale a Taranto. Non viene, quindi, rispettato il nostro diritto alla mobilità – spiega il Comitato -, con fondi statali, e con almeno almeno due voli giornalieri per Roma e Milano a tariffe agevolate. Tutto questo nonostante la diffida inoltrata dal Comitato al presidente Emiliano a febbraio 2019, che non ha avuto alcun riscontro”.

Fra i quattro aeroporti di continuità territoriale presenti all’incontro, quello di Taranto è risultato quello che ha subito i più grossi danni anche in termini economici. Da parte del Ministero si è preso atto che l’organo di controllo che è l’Enac non ha vigilato sulla corretta gestione di Aeroporti di Puglia. Al Ministro è stato formalmente chiesto di intervenire senza ulteriori ritardi.
Il presidente del Comitato avv. Fischetti, esaminate tutte le criticità della continuità territoriale ha sottolineato “che fino ad oggi sono applicate proprio con poca continuità e stabilità. A Taranto mai. Abbiamo chiesto di accelerare le procedure, rimaste totalmente inevase specie dalla Puglia del Governatore Emiliano. E’ chiaro l’ostruzionismo regionale per Taranto ed è per questo che abbiamo chiesto che il ministro De Micheli intervenga con diffida di 30 gg ad Emiliano, per surrogarsi se dovesse ancora rifiutarsi di avviare la continuità territoriale per Taranto”.
Secondo il Comitato, alcune modifiche alla continuità territoriale “comunque non possono più tardare, perchè i Gestori sono alleati di tutte le Compagnie aeree che rifiutano i bandi di CT”. Per cui “occorre eliminare il passaggio delle Regioni per i bandi di CT; aumentare la partecipazione ai bandi di CT favorendo Compagnie e aziende del sud Italia; la nascita di una Compagnia aerea Regionale di CT, seguendo il modello della Corsica con AirCorsica. I nostri aeroporti nazionali di Continuità territoriale subiscono dei forti attacchi commerciali, tali da averci isolato qausi completamente. E’ necessario ora che lo Stato intervenga a garantire con la CT il diritto alla mobilità ‘di pubblica utilità’ per Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Comiso e Trapani”.
Che tipo di società è l’Air Corsica? Il presidente di Air Corsica, Luc Bereni, recentemente lo ha spiegato: “Il 60 per cento è costituito da capitali pubblici per la continuità territoriale, il 30 dall’Air France e il restante suddiviso fra una banca e una compagnia di navigazione marittima. Tutti i giorni dell’anno garantiamo i collegamenti con la Francia”.

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