Porto, un futuro tra crociere e container

 

La Global ports holding, il più grande operatore portuale di crociere al mond,o ha chiesto il Molo San Cataldo in concessione per 20 anni
pubblicato il 16 Gennaio 2020, 20:57
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All’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, è prevenuta un’istanza di concessione per l’occupazione e l’uso di uno spazio portuale al Molo San Cataldo allo scopo di gestire servizi in favore dei crocieristi in imbarco e sbarco, della durata di anni 20. La domanda è stata presentata congiuntamente da “Port operation holding” e “Global ports Melita limited” appartenenti a “Global ports holding” il più grande operatore portuale di crociere al mondo con sede in Inghilterra.

La richiesta di concessione prevede “l’uso esclusivo di un’area scoperta di circa mq 400 ubicata sulla banchina di Ponente del Molo San Cataldo del porto di Taranto“. L’area in questione “sarà utilizzata quanto a circa 150 mq per l’installazione di una struttura prefabbricata, amovibile e di facile rimozione e quanto ai restanti 250 mq come area libera di pertinenza“.

Inoltre viene richiestol’uso non esclusivo delle banchine del Molo San Cataldo del porto di Taranto destinate di volta in volta, su disposizione dell’Autorità di Sistema Portuale o dell’Autorità Marittima, all’accosta delle navi da crociera, nonché dei retrostanti o Iatistanti piazzali portuali, necessari per lo svolgimento delle attività meglio infra specificate. Su tali banchine e piazzali potranno essere altresì installate eventuali ulteriori attrezzature precarie, amovibili e di facile rfimozione {gazebo mobili e simili), per il tempo necessario allo svolgimento dei servizi“.

Nella richiesta di concessione si chiede anche “l’uso esclusivo di una porzione dell’edificio polifunzionale attualmente in costruziahe denominato ”Falanto” della superficie di mq 600, da destinare, quanto a mq 50 circa ad ufficio operativo della società concessionaria, quanto a mq 25 circa per la realizzazione di un locale riservato agli equipaggi delle navi da crociera (Crew service), quanto,a mq 25 circa da destinare al presidio delle Autorità (Dogana e Polizia di Frontiera) e quanto ai restanti mq 400 circa da destinare alle attività direttamente o indirettamente connesse con la gestione del traffico crocieristico. Il tutto in eventuale alternativa alla predetta struttura prefabbricata amovibile di facile rimozione da ubicare sulla banchina di Ponente del Molo San Cataldo, la quale sarà, se del caso, rimossa“.

Iinfine “l’esercizio, in esclusiva, del servizio di supporto alle navi da crociera nel porto di Taranto, nonché di ogni altra attività ad esso inerente a connessa“.

La richiesta di concessione va incontro ai piani dell’AdSP, che da tempo intende promuovere lo sviluppo del traffico crocieristico nonché la valorizzazione del realizzando edificio polifunzionale denominato “Falanto” verificando prima di rilasciare la concessione, nel superiore pubblico interesse, l’esistenza di ulteriori proposte da parte di altri operatori.

Ciò detto la stessa AdSP nell’atto pubblicato sull’Albo Pretorio, ricorda come “la porzione dell’edificio denominato “Falanto” chiesta in concessione non è, allo stato, disponibile in quanto il manufatto è in fase di realizzazione” da parte della stessa AdSP. Viene inoltre ricordato che l’edificio polifunzional “sarà acquisito al pubblico demanio marittimo, servito da impianti centralizzati per le forniture di energia elettrica, acqua potabile e fogna; all’interno di detto manufatto vi saranno parti/impianti comuni che costituiranno oggetto di governance, manutenzione, pulizia, etc. da parte di un soggetto unico con partecipazione proporzionale degli utilizzatori alle relative spese“.

La fine dei lavoratori e il relativo collaudo è prevista per dicembre 2020.

Infinel’Autorità Portuale ricorda il Programma delle crociere per gli anni 2020-2021 che deriva dal calendario provvisorio sfilato sulla base delle richieste finora pervenute all’AdSP: per il 2020 sono previste 11 navi per un totale di 14.400 passeggeri, mentre per il 2021 è previsto l’arrivo di 17 navi per un totale di 26.000 passeggeri.

Intanto arrivano conferme dalla Turchia sulla tempistica degli investimenti della Yilport per la banchina del Terminal Container del Molo Polisettoriale del porto di Taranto. “Attualmente siamo impegnati nelle fasi finali per avviare le operazioni in due terminal container nel 2020; Taranto Container Terminal in Italia e Gulfport Terminal nel Mississippi, USA. Abbiamo in programma di rinnovare il Terminal container di Taranto e portare la capacità annuale fino a 1,5 milioni di TEU“. E’ quanto dichiarato dal presidente esecutivo e Ceo di Yilport Robert Yildirim, presentando la strategia di crescita e il piano aziendale quinquennale per il 2020-2025, in linea “con il nostro obiettivo di posizionarci tra i primi 10 operatori internazionali di terminal container entro il 2025”.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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