Futuro ex Ilva, Melucci: “Esterrefatti per giorni che passano”

 

pubblicato il 15 Gennaio 2020, 17:45
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Siamo ormai a tre settimane dalla coraggiosa visita a Taranto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella Vigilia di Natale. Gli impegni che abbiamo sentito intorno al futuro dello stabilimento siderurgico e al cosiddetto “Cantiere Taranto” sono complessi da costruire, ne siamo consapevoli e continuiamo a garantire il nostro supporto al Governo. Ma oggi non possiamo non dirci esterrefatti per i giorni che passano senza progressi tangibili del negoziato con ArcelorMittal, senza che si conoscano finalmente le coperture finanziarie per le proposte di riconversione e rilancio sul tavolo dei singoli dicasteri, senza un coinvolgimento attivo degli enti locali e delle parti sociali ioniche, senza che si sia formalmente accolta l’ipotesi di un grande accordo di programma, senza che ci si interroghi a Roma sul reale stato degli impianti dell’ex Ilva e dunque sulla condizione di migliaia di lavoratori“. E’ quanto afferma il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, in una nota.  

I piani trapelati ad oggi, veri o presunti che siano, sono poco convincenti, non sembrano garantire quella concreta virata indicata dall’Unione Europea e possibile nel quadro dei nuovi incentivi approvati a Bruxelles. Taranto vuole conoscere al più presto il proprio destino e concorrere a questa transizione, una città intera merita di non essere presa ancora in giro o di ricevere misure palliative, i cittadini ionici, specie i più giovani, chiedono di sapere con quale tipo di industria e con quali interlocutori si daranno risposte a questa crisi” prosegue il primo cittadino. 

E, per intesi, la questione tecnica relativa alla tenuta, al futuro revamping, ad una conduzione adeguata della fabbrica e all’impatto atteso sull’ambiente oggi non è più subordinabile all’equilibrio economico o alla soddisfazione di banche e investitori privati – precisa Melucci -. Questo silenzio, questo calo dell’attenzione, questa confusione sul CIS, questo far finta che tutto si risolverà banalmente in un accordo a porte chiuse, magari con obiettivi al ribasso per tutte le parti, rappresentano un grave errore del Governo, l’ennesimo sfregio alla dignità ed alle aspirazioni dei tarantini – conclude -. Il Governo non aspetti il prossimo incidente o il prossimo sciopero, non è detto che la corda prima o poi non si spezzi“. 

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