Un’altra luce si spegne al Borgo: chiude il bar Ambrosiana in via Acclavio

 

pubblicato il 14 Gennaio 2020, 19:20
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Un altro pezzo di Taranto che se ne va, un’altra luce che si è spenta al Borgo, quella di uno dei tanti esercizi commerciali che in questi mesi stanno cessando l’attività. Si tratta del bar, “Ambrosiana”, in attività da decenni in via Acclavio, nei pressi di via Mazzini, che, seppur piccolo, godeva di un’affezionatissima quanto numerosa clientela. Sopraffatti dagli impegni giornalieri sempre più pressanti derivanti da quell’attività (s’iniziava ben prima dell’alba), il giovane titolare Mino Giannattasio e la simpaticissima collaboratrice Jole Candelli lunedì scorso hanno abbassato definitivamente la saracinesca.

La decisione, maturata quest’estate e annunciata a fine novembre, ha provocato profondo rammarico fra gli abituali frequentatori, abituati, prima di recarsi al lavoro, a consumarvi la colazione e a disporre il “caffè pagato” per i colleghi per ogni ricorrenza. Fra un cappuccino e la brioche, immancabile era la scorsa ai quotidiani appoggiati al tavolino, con commenti vivaci fra gli avventori sulle vicende cittadine e su quelle della squadra del cuore. Parcheggiatori ed operatori ecologici ben volentieri vi effettuavano una pausa corroborante, accolti cordialmente da Mino e Jole. In tutte le ore della giornata era inoltre continuo l’andirivieni dell’instancabile Mino per portare le ordinazioni ai vicini esercizi commerciali, scambiando battute con la clientela sugli avvenimenti del giorno.

Tutto questo era l’”Ambrosiana”, sorto negli anni settanta nei locali poco distanti come bar-pizzeria e ritrovo abituale di interisti (Ambrosiana era infatti il vecchio nome dell’Inter) poi trasferitosi nell’attuale sede. A partire dal 1985, tre le gestioni che si sono succedute: quella dei coniugi Sibilla-Bonfrate fino al ’92; di Vito Arena fino al 2000 e infine di Mino Giannattasio fino ai giorni nostri, per complessivi vent’anni. E adesso, basta! L’”Affittasi” apparso affianco alla saracinesca è causa di commenti fra i passanti, mentre all’interno si termina di smantellare scaffali e bancone. Sarà difficile rassegnarsi a quella chiusura, fra le tante del nostro Borgo, eppure così amara.

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