Medicina a Taranto, avanti tutta

 

Con il via libera del Senato Accademico, si procede spediti. Il Corso per ora resta alla Cittadella ma il Comune non esclude altre ipotesi
pubblicato il 12 Gennaio 2020, 12:49
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“Il via libera fornito nei giorni scorsi dal Senato Accademico dell’Università di Bari all’istituzione, a Taranto, di un Corso di Laurea in Medicina autonomo, rappresenta certamente un passo in avanti decisivo nella direzione, da me più volte auspicata, di dotare il territorio jonico di questa importante opportunità, per la quale il Governo regionale sta da tempo lavorando, in stretta collaborazione con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sen. Mario Turco, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il rettore dell’ateneo barese, Stefano Bronzini”. E’ la nota di Mino Borraccino, assessore regionale allo Sviluppo economico.
Attualmente a Taranto è attivo un canale formativo e cioè una articolazione locale del corso di laurea in Medicina dell’Università di Bari, ma l’obiettivo a portata di mano, ora, è quello di attivare un Corso di Laurea autonomo che possa rappresentare un saldo e duraturo punto di riferimento per i giovani dell’area jonica che intendano intraprendere questo percorso di studi, ma anche una eccellenza in termini di ricerca scientifica in grado di attrarre qui luminari della materia per formare medici e professionisti in ambito sanitario che sappiano mettersi al servizio di un territorio gravemente penalizzato, sotto il profilo ambientale, dalla pluridecennale presenza del colosso siderurgico ex Ilva.
“Ora occorre procedere con la massima determinazione per completare il percorso amministrativo e burocratico che consentirà, auspicabilmente già per l’inizio del prossimo anno accademico, l’attivazione del Corso di Laurea autonomo in Medicina – osserva Borraccino -, lavorando in sinergia perché possano presto ottenersi tutte le necessarie autorizzazioni e, in particolare, l’accreditamento della sede universitaria. Il percorso intrapreso è certamente quello giusto e sono certo che proseguendo con la massima collaborazione tra tutti i livelli istituzionali coinvolti, questo obiettivo potrà essere presto pienamente conseguito. Un altro importante tassello per la rinascita di Taranto, città nei cui confronti prosegue la massima attenzione da parte del Governo regionale guidato da Michele Emiliano”.
Sulla stessa lunghezza d’onda una nota del Comune di Taranto che giudica i prossimi giorni come “cruciali per il perfezionamento della documentazione necessaria per l’istituzione del corso di laurea in medicina e chirurgia a Taranto. Dovrebbero, di conseguenza, essere superate le criticità che stanno caratterizzando il canale formativo di medicina nel corrente anno accademico”. Secondo il Comune, “dal prossimo settembre, infatti, gli studenti che verranno a Taranto saranno coloro che avranno scelto la sede di Taranto in modo specifico, restano quindi da affrontare gli ultimi ostacoli ‘burocratici’ rispetto alla unanime volontà delle istituzioni (Ministero, Regione, ASL, Università e Comune) e del territorio di dare stabilità al corso di laurea”.

A riguardo, occorrerà individuare definitivamente la sede per ospitare gli studenti e gli uffici di segreteria, aggiunge il Comune: “Al momento, l’attuale sede del canale formativo, presso la sede della Cittadella della Carità, appare idonea anche in funzione dei prossimi anni accademici, non si esclude, tuttavia, la possibilità di valutare alternative che meglio soddisfino le esigenze legate all’ottimale allocazione della sede in funzione delle strutture sanitarie sul territorio, dal SS. Annunziata, al ‘futuro’ San Cataldo. In quest’ottica, nei giorni scorsi, i rappresentanti del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari (prof. Notarnicola e prof. Tassielli), della Scuola di Medicina (prof. Gesualdo e prof. Tortorella), dell’ASL (dott. Salfa) e del Comune (dott. Imperio), si sono incontrati presso la sede di Economia per un sopralluogo mirato a verificare la possibilità di utilizzare la medesima sede per il corso di laurea in Medicina sin dall’anno accademico 2020/2021; al momento però non sembra soluzione più idonea rispetto a quella attuale a causa di spazi ritenuti insufficienti. Restano ancora in piedi le alternative legate ad immobili che si renderanno disponibili a seguito del ‘dimensionamento’ scolastico, a quella più remota di destinare allo scopo l’edificio di piazza Ebalia (ex sede della Banca d’Italia). Il Comune si rende, in ogni caso, disponibile a condividere ogni utile ed ottimale soluzione, senza escludere la destinazione di immobili di proprietà da ristrutturare, a testimonianza della convinzione che l’espansione dell’Università a Taranto, del legame degli studenti con il territorio e l’impegno delle Istituzioni a beneficio della formazione universitaria possa costituire il volano per lo sviluppo economico della città in cui i giovani dovranno necessariamente essere protagonisti”.

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