La nuova legge sulla prescrizione

 

E' in vigore dal 1. gennaio 2020, ma si trascina dietro tantissime polemiche: si arriverà a qualche correttivo?
pubblicato il 12 Gennaio 2020, 11:58
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Da qualche giorno, precisamente dal 1° gennaio, è entrata in vigore la legge di riforma della prescrizione. La nuova norma blocca il decorso dei termini di prescrizione, che si interromperanno dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, ma non ricominceranno più a decorrere. Si tratta, a tutti gli effetti, di una sospensione a tempo indeterminato, motivo per il quale in tanti hanno parlato a giusta ragione di una vera e propria abolizione della prescrizione.
Prescrizione abolita per adesso o per sempre? Difficile a dirsi. Molto, o tutto, dipenderà dalle iniziative del Parlamento.
Non è bastato un anno (il tempo trascorso dall’entrata in vigore della legge “spazzacorrotti” a gennaio 2019, che contiene la norma che è entrata in vigore ad inizio anno) per varare un correttivo alternativo. Le proposte di legge non mancano, ma il problema è sempre il solito: la spaccatura tra i magistrati che non vedono pericoli di catastrofe giudiziaria e avvocati che, invece, hanno lanciato l’allarme dei processi che saranno senza fine.
Secondo i calcoli del ‘Sole 24 Ore’ oggi la prescrizione colpisce meno di un quarto dei processi, una cifra assolutamente non terribile. Tra l’altro, il quotidiano economico, basandosi sugli ultimi dati disponibili, riporta che «il numero complessivo di prescrizioni è in diminuzione per la prima volta da 4 anni: nel 2017 infatti i procedimenti azzerati da prescrizione si è fermato a quota 125.564, vicino alle 123.078 del 2013, mentre nel 2016 erano state 136.888. Circa 10.000 in meno anno su anno, dunque, e con una finestra sul 2018, dove, nei primi 6 mesi, si sono azzerati 63.177 procedimenti. Ad aumentare sono però le prescrizioni che maturano in appello, quelle sulle quali maggiormente inciderà la riforma che sono passate dalle 25.748 del 2016 alle 28.125 del 2017 (15.845 nei primi 6 mesi del 2018). La fase delle indagini si conferma come quella più soggetta al rischio di estinzione del reato, ma il calo di quasi 10.000 prescrizioni riguarda proprio questa fase del procedimento penale». Cosa accadrà adesso? Risposta complicata. La riforma è in vigore benché non piaccia a nessuno, tranne che al ministro Bonafede.
Si aprono scenari diversi. Vedremo se ci sarà voglia e tempo di realizzare una riforma della riforma

avv. Massimiliano Madio
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