“Ripartire da cantieristica, nuovo Arsenale, Rigenerazione urbana e Distripark”

 

La proposta di Sud in Movimento per generare a Taranto 8.500 posti di lavoro
pubblicato il 10 Gennaio 2020, 13:12
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“Lo diciamo con chiarezza a quelli che in relazione alla sentenza del Tribunale del Riesame su Afo2, parlano di pericolo “scongiurato”: nel nostro territorio da scongiurare, e subito, ci sarebbero solo il rischio di incidenti sul lavoro, la prosecuzione di un inquinamento insostenibile, le patologie prodotte da quell’inquinamento. Le vite di lavoratori e cittadini sono prioritarie rispetto al profitto e a un modello di sviluppo del tutto da ripensare.” E’ quanto afferma l’associazione Sud in Movimento intervento a margine dell’accoglimento del ricorso sull’Altoforno 2 dell’ex Ilva.

La sentenza del Tribunale del Riesame consente la marcia dell’Afo 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto con prescrizioni da attuarsi nei prossimi 14 mesi. E’ l’ultimo capitolo di una storia infinita, fatta di provvedimenti giudiziari opposti sullo stesso tema. Siamo convinti, sia chiaro, che i provvedimenti della Magistratura vadano rispettati sempre, anche quando non sono condivisi. Ci auguriamo, allo stesso tempo, che non si debbano fare i conti con altri incidenti (ricordiamo che, su quello stesso impianto, ha perso la vita Alessandro Morricella quattro anni fa)” prosegue la nota.

“In mezzo a questo rimpallo continuo ci sono i destini e il futuro di un’intera comunità, fatta di lavoratori e cittadini trattati ancora come carne da macello, sia sul piano ambientale e sanitario che su quello occupazionale e salariale. In questo scenario quello che manca da anni è la politica, che continua a calare sul territorio promesse di parziali ambientalizzazioni e mirabolanti finanziamenti. Allo stato attuale non si vede nulla, ma solo proroghe continue e una prospettiva di altri anni di attesa. Intanto, anche dal punto di vista economico la situazione peggiora costantemente negli anni e non sembrano, nell’immediato, esserci prospettive migliori del ricorso massiccio alla CIG o, nel peggiore dei casi, agli esuberi. Ribadiamo che la politica farebbe bene a impegnare il proprio tempo in un piano di investimenti pubblici per garantire la tenuta dei redditi dei lavoratori e per avviare uno storico piano di riconversione economico-industriale del territorio” si legge ancora.

“Da subito cominceremo a dare il nostro contributo concreto per costruire, da subito, le alternative possibili: cantieristica e nuovo arsenale, rigenerazione urbana, distripark (da solo, a regime, comporterebbe circa 8.500 nuovi posti di lavoro), investimenti su nuove infrastrutture che rendano raggiungibile e collegato il nostro territorio, sono solo alcuni esempi. Presenteremo alla comunità progetti e contenuti concreti, sui quali chiederemo risposte concrete e un confronto ampio. E’ un percorso che richiederà studio e rigore, ma siamo convinti sia l’unica via che può produrre qualcosa di utile per la nostra comunità. La politica deve assumersi la responsabilità delle decisioni coraggiose e deve immaginare come sarà il territorio tra alcuni anni. Non sappiamo se ce la faremo, ma intendiamo dare il nostro contributo affinché le speranze divengano realtà. Questa é per noi la buona politica“, concludono da Sud in Movimento.

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