Ex Ilva, l’eurodeputata D’Amato (M5S): “Europa valuti rischio sanitario a Taranto”

 

"Le leggi italiane, escludono impianti siderurgici dalla valutazione di impatto sanitario. E' violazione della Direttiva Ue in materia"
pubblicato il 10 Gennaio 2020, 13:55
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Per le legge italiane, gli impianti siderurgici sono esclusi dalla Vis, la valutazione di impatto sanitario. A mio avviso, si tratta di una violazione della Direttiva Ue in materia, la 52 del 2014. E per questo ho inviato una interrogazione alla Commissione europea affinché confermi o meno questa violazione“. Lo afferma noto l’eurodeputata tarantina del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, aggiungendo che “nel 2015 è stato accertato che c’è un rischio sanitario non accettabile per cittadini residenti nel quartiere Tamburi di Taranto a causa della produzione di acciaio dell’ormai ex Ilva, che in quell’anno aveva toccato i 4,7 milioni di tonnellate. Nel 2019, la produzione è rimasta più o meno la stessa e, di conseguenza, il rischio non è cambiato“.

La D’Amato annuncia di aver “chiesto a Bruxelles di intervenire con urgenza sull’impianto di ArcelorMittal per far fronte ai rischi per la salute degli abitanti del quartiere Tamburi. Non è accettabile – conclude – che la stessa Europa che dice di puntare sulla rivoluzione ecologica con il suo Green Deal, chiuda gli occhi dinanzi a uno scempio ambientale come quello che da troppo tempo viviamo a Taranto. La prossima settimana, la Commissione europea presenterà il suo piano per la transizione ecologica delle aree più inquinate, il Just Transition Mechanism. Taranto sia messa al centro di questo piano“.

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