Bonifica Mar Piccolo, ecco a che punto siamo

 

Dopo il bando di gara europeo la Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche. Ci vorranno anni
pubblicato il 10 Gennaio 2020, 19:07
18 mins

Fagocitati da anni dalle vicende ambientali e non dell’ex Ilva, troppo spesso si finisce per dimenticare altre note dolenti legate all’inquinamento del nostro territorio. Emblema di cià è senz’altro il I seno del Mar Piccolo, il cui inquinamento da anni si cerca da addebitare soltanto all’attività del siderurgico (cosa vera per quanto concerne il lato del bacino zona Tamburi), nonostate svariati studi prodotti negli anni dalla Regione Puglia e da parte di ARPA Puglia, abbiano dimostrato come gran parte di esso è stato dovuto alle attività dell’Arsenale della Marina Militare (oltre che di decine di scarichi provenienti da gran parte della Provincia). Entità quasi sovrannaturale da queste parti oltre che praticamente intoccabile.

Negli ultimi 15 anni, a partire dalle colonne del quotidiano ‘TarantoOggi‘, insieme al sito inchiostroverde.it e dal 2015 sul corriereditaranto.it, abbiamo però continuato imperterriti a seguire le vicende del Mar Piccolo. Che dal 26 luglio 2012 (data storica del sequestro degli impianti dell’ex Ilva da parte della Procura di Taranto) rientra nelle attività previste dal Protocollo d’Intesa per assicurare le cui attività fu redatto il Decreto Legge n. 129 del 7/08/2012, convertito senza modifiche con la legge n. 171 del 4 ottobre 2012, è stata disposta la nomina di un Commissario autorizzato ad esercitare i poteri (di cui all’articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e successive modificazioni).

Nel protocollo rientrano anche gli interventi al porto, nel quartiere Tamburi e nell’area PIP di Statte.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/28/mar-piccolo-tra-biodiversita-e-attesa-bonifica/)

Per quanto riguarda il Mar Piccolo, furono previste diverse attività:

La bonifica e riqualificazione ambientale delle sponde e delle aree contermini con l’individuazione, censimento e mappatura dei rifiuti presenti sulle sponde del Mar Piccolo e delle aree contigue.

La rimozione sostenibile e smaltimento dei materiali di natura antropica presenti sul fondale. Soltanto nell’area sud Marigenimil e nella porzione centrale dell’area marina in corrispondenza di Discesa Vasto sono state rimosse circa 500 tonnelate di marine litter di cui: 80 automobili, 5000 kg di penumatici, 197 tonnellate di relitti metallici e fusti, 157 tonnellate attrezzi da pesca e cime, 80 kg di batterie, 60 kg di amianto ecc…

La bonifica degli ordigni e residuati bellici e gli interventi per la mitigazione degli impatti derivanti dagli scarichi. Al termine delle 6 campagne di monitoraggio eseguite sono risultati 180 punti di immissione dei quali 131 punti di immissione diretta nel Mar Piccolo (73 condotte, 53 canali artificiali e 5 canali naturali). Di questi solo un 50% circa è risultato attivo in almeno una campagna di monitoraggio in quanto i restanti sono stati rilevati come non più attivi in conseguenza del monitoraggio stesso.

Previsti inoltre interventi per l’abbattimento delle fonti di contaminazione provenienti dalla rete idrografica superficiale, interventi per l’abbattimento delle fonti di contaminazione da deflusso delle acque sotterranee (ovvero la falda superficiale e profonda), la tutela, monitoraggio e traslocazione di specie di interesse conservazionistico, la tutela, monitoraggio e traslocazione di specie di interesse conservazionistico, il Piano di Monitoraggio ambiente marino (Mar Piccolo – Mar Grande), la Riqualificazione sistema Terra/Mare – Aree Mar Piccolo.

Molti di questi interventi sono stati ultimati o sono in corso d’opera. Un’operazione complessa, non solo dal punto di vista burocratico e tecnico. Interventi spesso invisibili agli occhi dei cittadini. E forse anche poco pubblicizzati, che lasciano nell’immaginario collettivo la percezione di un’immobilità totale sul fronte bonifinche che in realtà non è.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/07/2mar-piccolo-in-tempesta-altro-che-galene/)

L’intervento più atteso: la bonifica dei sedimenti inquinati

L’intervento più importante, come oramai noto a tutti, riguarda però gli Interventi di risanamento e/o messa in sicurezza permanente dei sedimenti. Per il quale ARPA Puglia in collaborazione con altri enti nel 2013 realizzò un mastodontico studio che pubblicammo a puntare sulle colonne del ‘TarantoOggi’.

Come si ricorderà e riportammo su questo sito, per quanto riguarda la bonifica del I seno, la procedura internazionale per l’instaurazione di un partenariato per l’innovazione finalizzato all’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, e alla realizzazione degli interventi di risanamento ambientale nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto (seno I) mediante dimostrazione tecnologica, è stata avviata nel giugno del 2018. L’importo complessivo dell’appalto presunto è pari ad € 32.276.250,00.

Nove i soggetti con i requisiti richiesti dal bando di gara internazionale per abbattere la contaminazione del Mar Piccolo che superarono la fase di prequalifica e furono ammessi a partecipare alla fase successiva che prevede la realizzazione della dimostrazione tecnologica innovativa“.

E’ stata avviata ed è in corso la Fase 2. Otto i soggetti che hanno presentato entro il termine previsto del 22.02.2019 l’offerta tecnico-organizzativa ed economica degli interventi a farsi. Sono in corso le procedure per la selezione delle offerte da ammettere alla successiva ed ultima fase di negoziazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/01/mar-piccolo-ecco-il-bando-di-gara-internazionale-per-la-bonifica-dei-sedimenti-del-primo-seno/)

Bando di gara europeo: la varie fasi. E a che punto siamo

Per sapere a che punto siamo, abbiamo chiesto nuove informazioni alla struttura commissariale. Che ci ha prontamente risposto.

Nell’ambito delle diverse azioni inserite nel Programma di Misure, a medio e lungo termine, nella sua rispota la struttura commissariale ricorda come “il Commissario Straordinario ha dedicato particolare attenzione al Mar Piccolo che, rappresenta un elemento del sistema fisico di grande pregio, sotto il profilo ambientale-economico-produttivo, nel quale si concentrano aree significativamente compromesse“.

In considerazione di ciò è stato necessario un approccio innovativo che si è snodato a partire dalla approfondita caratterizzazione delle componenti del sistema fisico-ambientale mediante studi multidisciplinari sinergici. Tali studi sono stati volti alla definizione di caratteristiche fisiche, chimiche, biologiche ed idro-meccaniche da impiegare al fine della modellazione dei processi in atto, della analisi e valutazione degli scenari delle conseguenze ad essi correlati e della definizione delle strategie di mitigazione e progettazione di interventi tecnicamente efficienti, socialmente accettabili e ambientalmente perseguibili” riportiamo dalla risposta della struttura commissariale.

Proprio in ragione della complessità del sistema fisico chimico del Mar Piccolo, è stato necessario pensare di sottoporre a dimostrazione in scala reale le diverse tecnologie individuate (bioremediation, capping ed asportazione selettiva), mediante la predisposizione di una apposita procedura giuridico-amministrativa e tecnica basata sulla preventiva verifica e validazione in situ dell’efficacia delle tecnologie, nonché delle eventuali proposte migliorative avanzate dai concorrenti, attraverso lo strumento del partenariato per l’innovazione, ai sensi dell’art. 65 d.lgs. n. 50/2016, con la compartecipazione finanziaria pubblico-privato prevista dall’art. 158, secondo comma, “Preprocurement Agreement di cui alla comunicazione della Commissione europea COM 799 (2007) del 14 dicembre 2007”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/28/bonifica-mar-piccolo-a-febbraio-i-progetti/)

INTERVENTI DA ATTUARE

1. Interventi non strutturali di bioremediation: prevede il recupero assistito delle aree attraverso rimedi naturali, finalizzati all’accelerazione controllata dei processi di autodepurazione ed autoregolazione degli ecosistemi. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 11.000 mq ricadenti nella Zona 2b. Giorni lavorativi 635 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) 635 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

2. Interventi strutturali non impattanti di capping e ricostruzione dell’habitat. In particolare, il capping sarà realizzato con la tecnologia di “ricostruzione dell’habitat naturale” che, oltre a costituire una barriera fisica rispetto alla fonte di contaminazione, determina la possibilità di attivare processi di rigenerazione dell’intero ecosistema. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 45.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica) – 315 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

3. Interventi strutturali non impattanti di asportazione selettiva dei sedimenti e ricostituzione dell’habitat saranno effettuati con tecnologie in grado di ridurre drasticamente gli effetti indesiderati connessi alla risospensione dei sedimenti e alla torbidità della colonna d’acqua, nonché con un più accurato controllo delle profondità di asportazione. Sono incoraggiate tecnologie che prevedano il trattamento e riutilizzo dei sedimenti asportati. Tali interventi saranno realizzati in un’area di circa 90.000 mq ricadenti nella Zona 1. Giorni lavorativi 195 max nella fase 2 (dimostrazione tecnologica), 380 max nella fase 3 (progettazione e realizzazione interventi).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/02/02/bonifiche-punto-del-commissario-corbelli-mar-piccolo-tamburi-area-vasta/)

LA GARA

Il bando di gara è stato pubblicato sulla G.U.U.E. del 01.06.18 e sulla G.U.R.I. del 04.06.18 fissando il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al 02.07.18.

Alla scadenza del suddetto termine sono pervenutie dieci offerte da parte di altrettanti operatori economici.

Con decreto del C. S. n. 216 del 02.07.2018 è stato nominato il Seggio di gara per l’esame delle domande pervenute, con le modalità richiamate nel disciplinare di gara; all’esito dell’attività del seggio di gara sono stati ammessi n. 9 (nove) concorrenti su 10 (dieci).

Il Commissario Straordinario – stazione appaltante – ha, quindi, comunicato a tutti gli operatori ammessi alla procedura, mediante lettera di invito, quale scadenza per la presentazione della documentazione tecnica e dell’offerta economica la data del 22 febbraio 2019. A tal fine il Commissario ha trasferito ai partecipanti il complesso ed articolato progetto elaborato sulla base delle relazioni e delle corpose e dettagliate analisi tecnico – scientifiche. Trattasi di documentazione elaborata ad hoc corredata di dati e grafici ed articolata in capitoli e sezioni di centinaia di pagine. In data 22 febbraio 2019 ore 12,00 è giunta l’ultima offerta.

LE FASI DELLA PROCEDURA DI GARA (prequalifica, affidamento della dimostrazione tecnologica, affidamento della progettazione definitiva)

-A1. Fase di prequalifica (già conclusa), per la verifica dei requisiti di capacità tecnica ed economica dei concorrenti. Tutti i concorrenti prequalificati sono stati invitati a formulare la propria offerta tecnica ed economica, relativa alla sola fase di dimostrazione tecnologica.

I particolari requisiti di ammissione hanno determinato la partecipazione di articolati raggruppamenti di soggetti economici composti da progettisti, imprese e gruppi di ricerca.

– A2. Fase di affidamento della dimostrazione tecnologica (fase attualmente in atto), che prevede una procedura negoziale per la selezione degli operatori a cui sarà affidata la dimostrazione tecnologica degli interventi nelle aree individuate (destinate alla “dimostrazione tecnologica”). Le migliori offerte (in numero massimo di nove come previsto nel disciplinare) parteciperanno alla negoziazione e con ognuna delle migliori tre sarà stipulato un contratto di dimostrazione tecnologica per tutte le tre tecnologie. Ogni contratto prevede l’assegnazione di tre aree per lo svolgimento delle tre tecnologie, in particolare 12 mq per la bioremediation, 800mq per il capping e 2.000 mq per l’asportazione selettiva).

– A3. Fase di affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e realizzazione degli interventi (fase di realizzazione degli interventi che sarà avviata a conclusione della dimostrazione tecnologica): i concorrenti che avranno superato positivamente la fase di dimostrazione tecnologica, mediante la validazione delle tre dimostrazioni tecnologiche a cura di un Comitato Tecnico-Scientifico, saranno ammessi alla procedura di affidamento degli interventi sul I Seno del Mar Piccolo.

A2. DETTAGLIO DELL’AFFIDAMENTO DELLA DIMOSTRAZIONE TECNOLOGICA – FASE IN CORSO

L’importo dei tre contratti che costituiscono l’appalto relativo alla fase di dimostrazione tecnologica è pari ad € 4.346.250,00; per ciascun dei tre operatori economici ammessi alla fase di dimostrazione tecnologica l’importo a base di gara è pari ad € 1.448.750,00.

La stesura della graduatoria per la selezione degli operatori economici con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica è stata affidata alla Commissione giudicatrice, nominata dal Commissario Straordinario.

La Commissione, ricevuti dal Commissario Straordinario i plichi pervenuti in seguito alla fase di prequalifica, sta procedendo alla valutazione delle offerte in tre distinti momenti.

FASE IN CORSO

1. La Commissione sta valutando le offerte tecnico-organizzative ed economiche per stilare la graduatoria dei concorrenti (massimo nove) che avranno superato il punteggio minimo di 50 punti sulla parte tecnico-organizzativa e con i quali avviare la negoziazione, secondo i criteri riportati nel disciplinare pubblicato sul sito del Commissario Straordinario. I plichi pervenuti, infatti, contengono, oltre alla documentazione amministrativa, l’offerta tecnico-organizzativa e l’offerta economica.

FASI DA ESPLETARE

2. Convocazione dei concorrenti per negoziazione sugli aspetti tecnici delle offerte per migliorarne il contenuto, attraverso almeno due incontri con i singoli operatori come previsto dal disciplinare. Tutta la fase di negoziazione dovrebbe avvenire in modalità riservata (i candidati non dovrebbero conoscere chi sono i loro concorrenti) fino alla presentazione dell’offerta finale.

3. valutazione delle offerte finali (offerta tecnica migliorativa e offerta contributo economico) dell’operatore economico ai fini di selezionare, secondo i criteri indicati nel disciplinare, i tre concorrenti con i quali stipulare i contratti di dimostrazione tecnologica. L’offerta tecnica migliorativa conterrà le proposte tecniche ed organizzative migliorative così come individuate durante la negoziazione. L’offerta contributo economico indicherà il contributo che dell’operatore economico a titolo di compartecipazione finanziaria alla dimostrazione tecnologica.

Ai sensi dell’art. 65, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016, il Commissario Straordinario potrà decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione, ovvero potrà ridurre il numero degli operatori risolvendo i singoli contratti. In ogni caso è facoltà della Stazione Appaltante di non procedere all’ammissione della dimostrazione tecnologica e, quindi, alla gara qualora nessun offerta risulti conveniente o idonea in relazione all’oggetto dell’appalto.

Ciascuna delle tre tecnologie realizzate dall’operatore economico ammesso alla fase di dimostrazione tecnologica, sarà soggetta a validazione da parte di un Comitato Tecnico-Scientifico, individuato e nominato, con apposito atto dal Commissario Straordinario, successivamente all’avvenuta aggiudicazione della fase di affidamento di dimostrazione tecnologica

Il Commissario Straordinario ha predisposto un vademecum di supporto alla Commissione giudicatrice che è stato consegnato, ai componenti designati, prima dell’apertura dei plichi.

Ci vorranno dunque anni per arrivare ad una bonifica reale e totale del Mar Piccolo. Percorso che continueremo a seguire e sul quale continueremo ad informare. Nella speranza che tutto si svolga nei tempi previsti. E che si possa un domani finalmente voltare pagina senza per dimenticare una delle pagini più tristi dell’inquinamento ambientale del nostro territorio. Che resterà ancora una volta senza colpevoli. 

(leggi tutti gli articoli sul Mar Piccolo https://www.corriereditaranto.it/?s=mar+piccolo)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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