Milleproroghe, saltati anche fondi Agenzia lavoro del porto

 

Presenti in bozza decreto Cantiere Taranto, privo di coperture economiche, dove dovrebbero esserci i fondi per la cigs delle aree di crisi
pubblicato il 04 Gennaio 2020, 12:10
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Altra amara sorpresa per i lavoratori del territorio tarantino dal decreto ‘Milleproroghe‘. Questa volta protagonista è l’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale (prevista dall’art. 4 co. 1 del D.L.29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazione in legge n.18/2017), denominata Taranto Port Workers Agency.

Come si ricorderà, nel giugno del 2017 arrivò l’ok del governo per la costituzione dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale, che a Taranto interessa quasi 500 lavoratori, dal 2017 in mobilità dopo la fine della cassa integrazione a dicembre 2016, della società Taranto Container Terminal che nel giugno 2015 venne messa in liquidazione dai suoi azionisti tra cui la compagnia Evergreen.

I finanziamenti previsti ammontavano a 18,144 milioniper il 2017, 14,112 per il 2018 e 8,064 nel 2019.

Siccome quelli previsti per il 2017 non sono stati utilizzati dall’Agenzia stessa, la richiesta che già nella scorsa primavera fu fatta propria dai sindacati e da un emendamento dell’allora senatrice del Pd Teresa Bellanova oggi ministro delle Politiche Agricole, era di poter spostare la scadenza degli stessi al dicembre 2020. Questo anche per favorire “l’incrocio della domanda-offerta di lavoro con la turca Ylport (la compagnia che ha chiesto la concessione del terminal) possa accadere senza drammatici colpi di scena a danno dei circa 500 lavoratori portuali attualmente in carico all’Agenzia“, si leggeva nel testo dell’emendamento.

L’iniziativa non ebbe successo. Per questo I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, si attendevano la proroga della scadenza all’interno della Iegge di Bilancio con  il previsto intervento di proroga dello strumento per ulteriori 24 mesi. Cosa che perà non si è verificata.

Ciò nonostante, i sindacati hanno ricordato nelle scorse settimane dopo il primo incontro con i vertici della Yilport nuovi concessionari del Molo Polisettoriale, che a valle della loro richiesta deII’ottobre del2018, il ministero dei Trasporti chiarì ufficialmente che la scadenza del primo triennioprevisto dalla norma coinciderà con il 36esimo mese dalla data di delibera da parte del Comitato di Gestione della AdsP dello lonio per costituzione deII’Agenzia approvata il 19/06/2017. Pertanto l’attuale scadenza del primo triennio è fissata per il 19 Giugno 2020“, concludevano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/03/milleproroghe-i-fondi-per-le-aree-di-crisi-complessa-sono-saltati/)

Secondo le nostre fonti, il provvedimento sarà inserito nel decreto ‘Cantiere Taranto’, che il governo vorrebbe approvare nelle prossime settimane, quando saranno trovati i fondi per coprire i vari interventi previsti, come previsto dalla bozza del decreto.

La stessa cosa dovrebbe avvenire per i fondi del 2020 destinati alla cassa integrazione straordianariaper i lavoratori delle aziende che insistono nelle aree di crisi industriale complessa. Un doppio atto di importanza tutt’altro che secondaria: grazie a questo strumento infatti, negli ultimi 4 anni sono stati evitati centinaia di licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva. Così come sarà fondamentale sostenere i lavoratori ex Tct sino a quando non saranno riassorbiti dalla Yilport.

Il decreto ‘Cantiere Taranto’, di cui abbiamo pubblicato la bozza ufficiale, consta di 21 articoli. I primi sei del “Capo I – Misure urgenti a tutela del lavoro”, riguardano il Fondo di solidarietà per i lavoratori ex-Ilva in Amministrazione Straordinaria da 50 milioni di euro, finalizzato alla riqualificazione professionale e al reinserimento occupazionale. Come gli incentivi ai lavoratori (sempre ex-dipendenti del Gruppo Ilva in AS) che accettano una offerta di lavoro a più di centocinquanta chilometri di distanza dalla propria residenza, in forma di un contributo mensile, per la durata di dodici mesi, pari al trattamento di NASpI che sarebbe stato altrimenti corrisposto.

E nel Capo I, il primo articolo riguarda appunto l’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale Transhipment. L’importante sarà trovare tutti i fondi necessari, che lavoratori e sindacati erano sicuri di trovare all’interno dei 44 articoli che compongono il DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2019, n. 162, “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonche’ di innovazione tecnologica”, meglio conosciuto come “Milleproroghe“, pubblicato sulla Serie Generale n.305 del 31-12-2019 della Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 31/12/2019.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/17/ecco-la-bozza-del-decreto-cantiere-taranto-a-cui-lavora-il-governo/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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