Cantiere Taranto, le proposte dei 5 stelle ionici

 

In un documento gli auspici e gli inviti alla politica nazionale da parte degli attivisti del meetup "Amici di Beppe Grillo" di Taranto.
pubblicato il 04 Gennaio 2020, 14:55
5 mins

La nuova esplosione del caso Ilva/ArcelorMittal negli ultimi mesi ha ravvivato il dibattito sul futuro della città a tutte le latitudini. E, dato che il “Cantiere Taranto” è ancora tutto da definire (leggi qui per approfondire), ciascuno prova a dire la sua per proporre scenari alternativi alla situazione attuale. Si aggiunge a questo già lungo elenco il Meetup Amici di Beppe Grillo di Taranto, che questa mattina ha presentato un documento politico contenente alcune proposte per la riconversione della città.

La proposta: «Gestione statale per chiudere l’area a caldo»

Niente di eccessivamente nuovo, a dire il vero, in quanto il documento ricalca dichiaratamente quello che fu, all’epoca, il programma delle amministrative e poi, in parte, delle politiche. Il punto focale della proposta è ben noto, e cioè la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento, da realizzarsi attraverso una «gestione statale temporanea del sito industriale ex ILVA […], per evitare che possano essere tutelati unicamente i profitti a fronte della salute e dell’ambiente». Va detto, per dovere di cronaca, che questa non pare affatto essere la direzione in cui si sta muovendo il governo, di cui il MoVimento 5 Stelle è azionista di maggioranza. La poca sintonia del meetup tarantino con l’esecutivo nazionale (al di là dell’apprezzamento per «il coraggio e la determinazione mostrata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel venire a Taranto e nell’aver avviato un percorso di scelte governative per la Città») è, peraltro, esplicita, allorché gli attivisti ionici scrivono: «critichiamo decisamente le ipotesi, presentate dal titolare del MISE [il 5 stelle Stefano Patuanelli, ndr], di rifacimento e riattivazione di alcuni altiforni del sito di Taranto, da utilizzare ad alimentazione elettrica per alcuni e ciclo integrale per altri, con lo scopo di ottenere i livelli di produzione di otto milioni di tonnellate di acciaio annuo ed il mantenimento dei livelli occupazionali attuali della fabbrica».

Il Cantiere Taranto e i progetti ancora in divenire

Proseguendo nella lettura del documento, risulta ben nota anche la proposta di «reimpiego degli operai necessari, nelle opere di smantellamento e bonifica del sito dismesso, previo specifico corso di formazione», così come quella di incentivare nuovi insediamenti produttivi “green”. Staccandosi, poi, dalla questione puramente industriale, il testo enumera «le azioni governative del piano denominato Cantiere Taranto»:

  • porto come punto di attracco per le navi commerciali e per quelle da crociera;
  • aree marine protette del Mar Piccolo e delle isole Cheradi come mete turistiche;
  • Centro storico Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco;
  • Tecnopolo del Mediterraneo;
  • Museo navale presso l’Arsenale;
  • Università di Taranto;
  • Ritorno del Rione Tamburi alla sua natura originaria di quartiere residenziale, grazie anche alla foresta urbana;
  • Aree costiere location per i Giochi del Mediterraneo del 2026

È opportuno ricordare, in proposito, che alcuni fra i punti di maggiore interesse sono ancora in divenire. L’Università di Taranto, ad esempio, è prevista dalla bozza del Cantiere Taranto come eventualità dopo una valutazione triennale da parte dell’ANVUR (leggi qui per approfondire). Circa le sedi delle gare dei Giochi del Mediterraneo, invece, c’è ancora da definire il quadro complessivo. In città, però, hanno già iniziato a fare capolino alcuni cartelloni, come quello posizionato all’ingresso del campo scuola del quartiere Salinella, che ne annuncia l’inclusione nel programma della manifestazione.

Altri interventi, ancora, (come la foresta urbana ai Tamburi) erano già previsti dal CIS e c’è da sperare che i progetti divengano finalmente esecutivi. E a proposito del CIS, su questo punto, nel documento, si palesa un’ulteriore frattura fra il meetup e l’esecutivo nazionale: «Mentre per mesi la nostra Città era stata interessata dai tavoli CIS, con la presenza di vari Ministri di competenza per l’attuazione dei progetti di riconversione, rigenerazione e riqualificazione del territorio, ora lo scenario sorto con le trattative tra Mise e Mittal ha rigettato le speranze e le aspettative pregresse». Reiteriamo, allora, l’auspicio già espresso in altre occasioni, che il tavolo interministeriale torni a riunirsi in città; l’attuale fase di fibrillazione positiva merita di essere incanalata, se fra qualche anno non vogliamo ritrovarci ancora una volta a fare l’elenco dei sogni infranti.

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Un Commento a: Cantiere Taranto, le proposte dei 5 stelle ionici

  1. Aroldo Fieri

    Gennaio 4th, 2020

    Assurdo che nessuno parli di potenziamento dei collegamenti stradali (autostrada bradanico etc) e ferroviari e aeroportuali … senza di essi possiamo fare un milione di musei, waterfront e via dicendo ma i flussi turistici significativi continueranno a interessare altri territori!
    Rendete conto che ancora una volta ci pigliano per i sottofondi …

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