Milleproroghe, saltati i fondi per le aree di crisi complessa?

 

Nel testo entrato in vigore il 31 dicembre mancherebbe il rinnovo per la cigs. A rischio centinaia di posti nell'indotto dell'ex Ilva
pubblicato il 02 Gennaio 2020, 18:46
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C’è un piccolo giallo di fine anno per quanto riguarda i fondi destinati alla cassa integrazione straordianaria per i lavoratori delle aziende che insistono nelle aree di crisi industriale complessa.

Tra le aree di crisi c’è anche e soprattutto l’area di Taranto, riconosciuta area di crisi industriale complessa con il DL 7 agosto 2012, n. 129 (che riguarda i Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano).

Nei 44 articoli che compongono il DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2019, n. 162, “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonche’ di innovazione tecnologica”, meglio conosciuto come “Milleproroghe“, pubblicato sulla Serie Generale n.305 del 31-12-2019 della Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 31/12/2019, non sembrano abbiano trovato posto i fondi per il 2020, destinati in particolar modo alle ditte dell’indotto del siderurgico. Grazie a questo strumento infatti, negli ultimi 4 anni sono stati evitati centinaia di licenziamenti.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/12/30/ex-ilva-nel-milleproroghe-19-milioni-per-rinnovo-cigs2/

Abbiamo preso visione il testo del decreto, costituito per lo più di richiami a leggi ed articoli e commi preesistenti, e non abbiamo trovato alcun richiamo all’integrazione salariale straordinaria previsto dall’art. 44, comma 11-bis, del Decreto legislativo n. 148/15, introdotto dal D.lgs. n. 185 del 24 settembre 2016, successivamente modificato dall’art. 3, comma 1 del Decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244.

Il giallo consiste nel fatto che fonti vicine al Partito Democratico confermano che i fondi siano saltati e che troveranno sede nel decreto ‘Cantiere Taranto’ che il govenro vorrebbe approvare nelle prossime settimane. Mentre fonti vicine al Movimento 5 Stelle sostengono siano stai inseriti all’ultimo secondo. Restiamo in attesa di conferme o smentite ufficiali in tal senso.

(leggi l’articolo sui fondi destinati alle imprese dell’area di Taranto https://www.corriereditaranto.it/2019/10/11/area-di-crisi-taranto-5-domande-in-fase-istruttoria2/)

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maiofirmò l’ultimo Decreto che sblocca le risorse per circa 60.000 lavoratori delle 18 aree di crisi complessa in 11 Regioni. Il decreto interministeriale Ministero del Lavoro/MEF assegnò risorse pari 117 milioni di euro per la riattivazione degli ammortizzatori sociali. “Un impegno mantenuto dal Ministro del Lavoro che ha recuperato le risorse per non lasciare senza alcun sostegno i lavoratori” recitava una nota del MiSE.

Staremo a vedere ora cosa acadrà.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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