La notte di San Silvestro dei tarantini

 

In risalita le prenotazioni nei ristoranti. Resiste l’usanza di trascorrere la serata fra le mura domestiche. Il cenone anche al centro di accoglienza
pubblicato il 31 Dicembre 2019, 08:45
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Come per tutti i salmi che finiscono in gloria, così le feste natalizie (nel caso specifico, l’ultimo dell’anno) trovano l’apoteosi… nella tavola apparecchiata. Di ritorno dal mercato e messe in frigo le bottiglie di spumante, le cucine funzioneranno a pieno regime già dal mattino, diffondendo per la casa odori stuzzicanti che metteranno l’acquolina in bocca: sarà un’impresa resistere fino a sera! Fanno parte della tradizione della giornata anche le lunghe attese dal coiffeur per l’acconciatura elegante e le corse all’ultimo momento in lavanderia per ritirare il completo. E non si dimentichi di indossare l’indumento rosso quale portafortuna!

Al mattino inoltre dovrà essere completata la copertura con i cartoni di portoni e vetrine: c’è sempre qualche imbecille che ritiene che tutto debba essere concesso in tale occasione. E speriamo anche che l’Amiu provveda in tempo allo svuotamento dei cassonetti, prima che a qualcuno venga la bella idea di dar fuoco alla spazzatura.

Dove trascorreranno dunque i tarantini la notte di San Silvestro? In calo, per motivi legati al portafogli, il numero di quanti andranno all’estero. Ma, pur di non rinunciare al soggiorno nelle località “à la page”, c’è stato addirittura chi è ricorso a prestiti bancari. Volete mettere però la soddisfazione di farne il resoconto poi agli amici?

In risalita, rispetto agli scorsi anni, le prenotazioni nei ristoranti, grazie alla politica di contenimento dei prezzi da parte dei titolari che, pur di mantenersi assicurata la clientela, hanno ridotto il margine di guadagno.

Resiste, ben consolidata, l’usanza di trascorrere la serata fra le mura domestiche, con tavolate piuttosto affollate. Per il menu, in genere non c’è alcuna tradizione da osservare, rispetto al Natale. Difficilmente però si rinuncerà a ”ostreche e nuce” e altri frutti di mare rigorosamente “made in Taranto”. E poi, volete mettere una linguina con le cozze e, per secondo, una bella orata (o spigola) al forno con contorno di insalata verde? Non dovrà mancare l’assaggio di cotechino e lenticchie all’entrata del nuovo anno, di buon auspicio per le finanze di casa. Siano in abbondanza clementine, “amènele e cazzarole”, “castagne d’u prevete”. Per il dolce, nessuno farà a meno di pandoro e panettone assieme a un assaggio di tradizionali “sanacchiutele e carteddate”. Per lo spumante, meglio puntare su marche sicure, ad evitare che il tappo, allo scoccare della mezzanotte, faccia tristemente… ”plop”.

Il cenone è stato organizzato anche al centro di accoglienza notturna della diocesi: d’altronde, anche i senza fissa dimora hanno il diritto di festeggiare. Questo il menu approntato: antipasto all’italiana con tortino di asparagi e patate, risotto ai funghi, lenticchie e cotechino, pollo alla birra con contorno di patate, frutta e panettone.

All’arrivo del nuovo anno molti si affacceranno ai balconi ad accendere bengala e stelle filanti (da lasciar perdere i “botti”, per non rimetterci le dita), così da colorare il cielo di mille colori, in un beneaugurante arcobaleno di pace.

Al termine, i più giovani, lasciati a casa parenti e familiari, si recheranno in discoteca per scatenarsi con i ritmi più in voga, smaltendo così le calorie del cenone. E se il meteo non sarà sfavorevole, ci si recherà poi in spiaggia a salutare la prima alba del nuovo anno. Auguri a tutti, quindi, e in special modo a colui (o colei) che sarà il primo nato del 2020.

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