Ozpetec racconta “La dea della fortuna”

 

L'abbraccio degli spettatori per il regista ospite del cinema Daniela per il suo ultimo film, alla presenza del cantautore Diodato
pubblicato il 29 Dicembre 2019, 11:11
7 mins

Un evento quasi in sordina ma i bravi segugi dei social non hanno eluso la presenza del regista Ferzan Ozpetec invitato al cinema Daniela per il nuovo film ‘La dea fortuna’, una pellicola che racconta ancora una volta la singolare cifra di questo sensibile cineasta che, negli anni, ha regalato opere delicate e divertenti, mettendo a nudo sentimenti con realismo e semplicità, mirando sempre al cuore, come un cupido impertinente e dall’ottima mira. Seppur accogliente Ozpetec non rilascia interviste, non si fida dei giornalisti e forse ha anche ragione ma, seppur brevemente, si intrattiene col pubblico plaudente alla fine della proiezione e risponde a qualche domanda della platea.

L’amore universale

L’amore quello universale che non guarda sotto la cintola, che non fa differenza di genere, il regista da anni racconta i sentimenti che riguardano ognuno di noi: la stanchezza di un rapporto, la gelosia, la genitorialità, l’attesa, il rapporto con l’altro in tutte le sfumature: figli, amici, amanti, sposi, padri e madri. Io non ragiono mai sulle persone ed in questo caso sui genitori dalla cintura in sotto, ma dalla cintura in su, sempre dove c’è il cuore ed il cervello.

“Quando faccio un film non penso mai se sono eterosessuali od omosessuali, la scelta sessuale, per fortuna, non incide molto. In questo film, quando racconto loro, dopo dieci minuti del film non pensi che siano due uomini a gestire le cose, questa è la cosa più importante. Loro erano il centro dell’attenzione, quindi raccontavo la loro storia, mi piace molto perché sono molto realistici, perché c’è il tradimento il modo di comportarsi, varie cose che siamo tutti noi, c’è la stanchezza di coppia dopo quindici anni, non cambia che sia uomo-donna, uomo-uomo o donna-donna.”

Lo stile Ozpetec

Anche ne ‘La dea fortuna’ Ozpetec non rinuncia a scene già viste che forse firmano i suoi film o sono talismani necessari: la riunione degli amici, la tavola imbandita, un ballo. Sono espressione della gioia e della convivialità, della comunione degli spiriti e dello sguardo affettuoso ma vigile: verrebbe voglia di essere parte di queste famiglie eterogenee e strampalate che hanno una sana voglia di vivere, urgenze comuni, coesione e rispetto. Ma probabilmente, con eccessi diversi, ogni piccola comunità registra in sé gli accenti delle sue storie.

Strizza spesso un occhio al sud (dove torna spesso a trovare amici cari) come archetipo dell’essenza primordiale dell’uomo, questa volta come madre matrigna, altre volte come la tradizione di un mondo che si attacca con ostinazione ai suoi atavici principi, magari rimandando ad un senso della famiglia con le sue contraddizioni e gli accesi e viscerali legami affettivi.

Gli attori

Circa il suo cast Ozpetec commenta così: Edoardo Leo è spettacolare anche perché ha un ruolo molto bello e forte, ma anche Stefano Accorsi e Jasmine Trinca e tutti gli altri, sono tutti bravi, ognuno poi ha il suo momento nel film.”

L’ultimo commento di una spettatrice che lo ringrazia “perché risveglia una volta l’anno risveglia la mia sopita sensibilità” gratifica la sua presenza a Taranto e gli fa dire: “Sarò col sorriso in bocca tutta la serata.”

La colonna sonora

Quasi casuale la presenza di Diodato alla serata al cinema, ospite autoinvitato quando anche lui, casualmente, ha saputo che a due passi da casa c’era il regista che ha scelto la sua canzone per chiudere il suo ultimo film ed è passato dal Daniela, come un amico, semplice. “Era quasi destino che ci saremmo incrociati, dopo la prima volta per ‘Le fate ignoranti””  dice il regista del cantautore tarantino. “E’ una canzone molto bella. C’erano quella turca, quella spagnola e quella della mia amica Mina. Per i titoli di coda cercavo una canzone, mi hanno fatto sentire questa meravigliosa di Diodato, dopo venti secondi ho deciso di mettere questa e sta andando molto bene.”

Le canzoni della colonna sonora sono: Mina e Ivano Fossati – Luna diamante; Pasquale Catalano – Armarium Sicilis; Diodato – Che vita meravigliosa; Pasquale Catalano – Discessus Sicilis; Isaac & Nora – Veinte Años; Pasquale Catalano – Fortuna Sortes; Sezen Aksu – Aldatildik.

Diodato: Che Vita Meravigliosa

Meno prevenuto di Ozpetec, Antonio Diodato risponde a qualche domanda, sorride quando viene definito ‘Diodato struggente’ e ci racconta la genesi di questa collaborazione: “Stavo scrivendo questo brano, delle sensazioni che provavo in quel periodo e che provo spesso e quando è nata questa melodia ho subito pensato ad Ozpetec. Sono un suo grande fan e mi sono sempre fatto ispirare dal cinema e dal suo in particolare, ho visto tutti i suoi film. Questa melodia aveva quelle atmosfere. Ci stavo lavorando ed il mio editore mi ha parlato del suo film, della sceneggiatura e abbiamo deciso di fargli ascoltare il primo provino, a lui è piaciuto molto ed è nata questa collaborazione. Abbiamo lavorato ad una versione ad hoc per il film. Sono molto contento, ho realizzato un sogno. Quando mi chiedevano con quale regista vorresti collaborare, lui era sempre tra i nomi che venivano fuori.

Quanto è meravigliosa questa vita? “Tanto, tantissimo, secondo me anche nelle sue montagne russe. Credo poi sia come stare in una barca in mezzo al mare, tra le onde, alle volte ti diverti anche tra le onde, altre ti spaventi. Credo che tutti noi, nonostante le cose che ci accadano durante la vita, gli imprevisti, ad esempio, siamo tutti fortemente attaccati a questa vita, proprio perché è meravigliosa, è qualcosa che è più grande di noi.”

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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