Le cartellate del premier Conte in Città vecchia

 

Il cenone trascorso dal Presidente del Consiglio con i poveri della città al centro “San Cataldo vescovo”
pubblicato il 25 Dicembre 2019, 13:02
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Non si è presentato a mani vuote il premier Giuseppe Conte al cenone della Vigilia trascorso con i poveri e i volontari del centro di accoglienza “San Cataldo vescovo”. Com’è tradizione di chi accetta un invito e, soprattutto, nello spirito natalizio della tradizione pugliese, egli si è fatto precedere da alcuni vassoi di dolci: ottime cartellate al miele, fatte girare successivamente fra i commensali e da tutti apprezzate. Attorno alle 19, Giuseppe Conte si è presentato a palazzo SantaCroce come un caro amico di famiglia, giunto a condividere un momento di convivialità, quello della festa più bella dell’anno, con i poveri. Accolto dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro e dal direttore della Caritas don Nino Borsci, il presidente del consiglio ha salutato tutti i senza fissa dimora convenuti (una quarantina circa) e i volontari del “San Cataldo vescovo”, stringendo loro la mano uno per uno. Quindi il premier è passato in cucina, dove ha ringraziato i cuochi coordinati dal giovane chef Francesco, che quotidianamente mettono al servizio degli ultimi il proprio tempo e le proprie competenze, alle prese con i preparativi del cenone sin dal primo pomeriggio. Dopo un breve momento di raccoglimento in cappella, Giuseppe Conte si è intrattenuto per un colloquio privato con mons. Santoro, il quale gli ha presentato le grandi sofferenze di questa città e che vive attraverso i colloqui con quanti, numerosi, accorrono a lui in arcivescovado per un aiuto. Alle ore 19.30, tutti a tavola, compreso il presidente della Regione, Michele Emiliano. Erano presenti anche il parroco della cattedrale, don Emanuele Ferro, il suo vicario, don Michele Maggio, e il segretario dell’arcivescovo, don Giovanni Nigro. Questo il menu della serata: antipasto all’italiana (formaggi, salumi, carciofini fritti), cavatelli con fagioli e cozze, salsiccia e rape, frutta, dolci (cartellate comprese), panettone e spumante per il brindisi finale. Il tutto, trascorso fra battute scherzose con i commensali e ripetuto scambio di auguri. Alle 21.45, dopo i saluti, il premier ha abbandonato il centro per far ritorno a casa, stanco per l’intensa giornata ma visibilmente soddisfatto per la gioiosa esperienza con gli ultimi della città.

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