Ex Ilva, protocollo d’intesa tra commissari e ArceloMittal Italia

 

Un accordo non vincolante per proseguire la trattativa con il governo: intesa entro il 31 gennaio. Udienza civile rinviata al 7 febbraio
pubblicato il 20 Dicembre 2019, 13:24
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L’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli e i tre commissari dell’ex Ilva Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, si sono ritrovati questa mattina nella sede della Libera associazione forense, al primo piano del Palazzo di Giustizia di Milano per la firma di un’intesa di massima tra le parti. Le parti hanno infatti firmato un protocollo d’intesa non vincolante di quattro pagine in inglese (di cui ancora non si conoscono i detttagli) che getta le basi per la negoziazione, che si svolgerà fino al 31 gennaio, per trovare un accordo vincolante sul rilancio del polo siderurgico con base a Taranto. Di fatto si tratta di una revisione del contratto d’affitto dei rami d’azienza del gruppo ex Ilva.

Dopo la firma del protocollo d’intesa fra l’ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli e i commissari dell’ex Ilva, il numero uno del gruppo franco indiano non ha voluti rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti e cameramen presenti ed è stata scortata dai suoi legali nell’aula dove si è svolta l’udienza civile.

Poco dopo la società ha diramato un comunicato stampa: “ArcelorMittal annuncia che AM InvestCo ha firmato un accordo non vincolante con i Commissari Ilva nominati dal Governo che costituisce la base per continuare le trattative riguardanti un piano industriale per Ilva, incluso un investimento azionario da parte di un ente partecipato dal Governo. Il nuovo piano industriale prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati. I negoziati proseguiranno fino a gennaio 2020. Nel frattempo, nel corso dell’audizione che si è tenuta oggi, i Commissari Ilva e AM InvestCo hanno chiesto un ulteriore rinvio fino alla fine di gennaio 2020 della richiesta delle misure provvisorie avanzate dai commissari Ilva“.

Siamo abbastanza soddisfatti, abbastanza perché questo è solo un preaccordo, ora c’è un percorso da fare, ma ci sono elementi per poter lavorare” ha spiegato Claudio Sforza, direttore generale dell’Ilva in amministrazione straordinaria, uscendo dalla sala del Tribunale a Milano. “La soddisfazione piena arriverà soltanto dopo“, ha concluso Sforza, riferendosi all’accordo vincolante da trovare entro il 31 gennaio. 

Abbiamo firmato un pre-accordo su cui abbiamo lavorato tutta la notte, un accordo nell’interesse del Paese, dei creditori e dei lavoratori” ha invece dichiarato uno dei commissari straordinari dell’ex Ilva, Alessandro Danovi, dopo l’intesa firmata con i rappresentanti di Arcelor Mittal.

Se la magistratura penale confermerà in sede d’appello lo spegnimento dell’altoforno 2, non potremo che ottemperare“. Lo ha dichiarato, al termine dell’udienza civile a Milano, l’avvocato Ferdinando Emanuele, uno dei legali di ArcelorMittal. “Se il tribunale di Taranto confermerà che l’altoforno deve essere spento, si avvierà e continuerà il processo di spegnimento secondo un crono programma articolato che richiede diverse settimane“. Il legale ha ricordato che i giudici di Taranto “hanno negato il rinnovo della proroga per la facoltà d’uso, richiesta dai commissari dell’ex Ilva e così è stato disposto lo spegnimento dell’altoforno“. 

Infine il giudice civile di Milano Claudio Marangoni ha quindi disposto il rinvio della causa tra ArcelorMittal e l’ex Ilva al 7 febbraio. La decisione è arrivata dopo una richiesta congiunta delle due parti. Il giudice nel disporre il rinvio ha dato termine ai legali dell’ex Ilva e alla Procura di Milano di depositare le loro memorie di replica fino al 20 gennaio. Gli avvocati del gruppo anglo-indiano, invece, potranno eventualmente depositare le loro controrepliche entro il 31 gennaio.

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