Ma cos’è questo Cantiere Taranto?

 

Proviamo a capire di cosa si tratta, come si rapporta con il CIS, e cosa contiene. E fra i meandri della bozza di decreto spunta anche l’«Università degli studi di Taranto»…
pubblicato il 19 Dicembre 2019, 23:50
12 mins

L’espressione “Cantiere Taranto” si rincorre sulle testate locali e nazionali ormai da diverso tempo. In particolare, da quando il Presidente del Consiglio Conte la coniò per definire l’azione di governo nei confronti della città, dopo la sua visita in riva ai due mari. Eppure, questo “Cantiere” è apparso finora quasi una creatura mitologica, di cui tutti parlano ma di cui nessuno sa nulla, o quasi. Qualcosa di più ci ha detto la bozza di decreto che abbiamo divulgato due giorni fa (leggi qui), ma permangono ancora elementi di incertezza circa la natura stessa dell’azione dell’esecutivo. Cerchiamo, dunque, di fare un po’ di chiarezza.

“Cantiere Taranto”: la chiamata alle armi del premier Conte

Appena qualche giorno dopo le prime dichiarazioni a caldo fatte a Taranto, Conte scrive una lettera aperta ai suoi stessi ministri, con la quale li invita a «ad elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare […] un primo scambio di idee». Inizia una febbrile discussione a tutti i livelli su cosa questo contenitore debba raggruppare. E mentre gli enti locali celano decisamente poco il fastidio per il carattere centrale dell’iniziativa (leggi qui), tanto dal centrosinistra quanto dal centrodestra (leggi i commenti dei consiglieri comunali e provinciali Azzaro e Vietri) si tende a ricordare che un importante strumento legislativo al servizio del rilancio di Taranto c’è già: è il CIS, Contratto Istituzionale di Sviluppo, un contenitore di risorse per quasi un miliardo di euro, approntato inizialmente dal Governo Renzi e poi costantemente modificato, aggiornato, implementato da tutti gli esecutivi successivi. Un paniere di interventi che include, fra le altre cose, i progetti di rilancio per la città vecchia, il restauro di Palazzo degli Uffici, la forestazione urbana al quartiere Tamburi, il restauro di Palazzo Frisini e, se si concretizzeranno anche gli ultimi interventi presentati, la riqualificazione di Porta Napoli, della Salinella (in preparazione dei Giochi del Mediterraneo) e perfino la realizzazione della Città della Scienza e del Planetario (leggi qui per approfondire gli ultimi sviluppi del tavolo istituzionale CIS).

Un doppione?

Sorge allora spontanea la domanda: come si collocherà il nuovo “Cantiere Taranto” rispetto agli strumenti già esistenti? Non si corre il rischio di un doppione?

La risposta può arrivare dalla lettura della bozza di decreto, e conviene, appunto, ricordare che si tratta solo di una bozza, che non solo non è stata approvata dal Consiglio dei Ministri né convertita in legge dal Parlamento, ma che in massima parte non riporta ancora indicazioni sulle coperture finanziarie per l’attuazione degli interventi proposti. Fatta questa debita precisazione, diamo un’occhiata ai titoli dei 21 articoli, e facciamoci un’idea degli ambiti su cui si sta lavorando:

CAPO I – MISURE URGENTI A TUTELA DEL LAVORO

  1. Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale Transhipment
  2. Fondo di solidarietà per i lavoratori EX ILVA
  3. Fondo in favore dei lavoratori dell’ILVA percettori di NASPI
  4. Misure in favore di lavoratori dell’ILVA in cassa integrazione
  5. Disposizioni urgenti in materia di Cassa Integrazione Guadagni in Deroga”
  6. Misure a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione della Città di Taranto

CAPO II – MISURE A FAVORE DELL’UNIVERSITA’, DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE

  1. Polo Universitario di Taranto per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza e la prevenzione delle malattie sul lavoro
  2. Disposizioni in marito allo sviluppo dei tecno-poli

CAPO III – MISURE URGENTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE

  1. Potenziamento dei presidi sanitari dell’Area di Taranto
  2. Istituzione del SIN Taranto-Statte
  3. Misure a tutela della fauna marina
  4. Applicazione dell’articolo 252-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 alle Zone economiche speciali
  5. Disposizioni per l’attuazione del Programma di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’intera area di Taranto

CAPO IV – MISURE URGENTI PER IL COMPLETAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE

  1. Piano infrastrutture ultimo miglio e greenways nelle Zone Economiche Speciali

CAPO V – MISURE URGENTI DI SOSTEGNO ALL’ATTIVITA’ ECONOMICA DELL’AREA DI TARANTO

  1. Contributi a sostegno della valorizzazione dell’identità culturale originaria della città di Taranto e di promozione dello sviluppo nel territorio
  2. Rivalsa IVA
  3. Estensione e rifinanziamento della Zona Franca Urbana

CAPO VI – ULTERIORI INTEVENTI A SOSTEGNO DELL’AREA DI TARANTO

  1. Interventi urgenti dei quattro Comuni dell’Area di crisi di Taranto
  2. Fondo per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle bande e orchestre musicali di Taranto
  3. Interventi per demolizione strutture abusive nella Città Vecchia di Taranto
  4. IMU Taranto

Gli articoli del “Capo I – Misure urgenti a tutela del lavoro”, sono quelli di cui maggiormente si è parlato in questi giorni. Si è parlato, ad esempio, del Fondo di solidarietà per i lavoratori ex-Ilva in Amministrazione Straordinaria da 50 milioni di euro, finalizzato alla riqualificazione professionale e al reinserimento occupazionale. Ugualmente si è molto discusso degli incentivi ai lavoratori (sempre ex-dipendenti del Gruppo Ilva in AS) che accettano una offerta di lavoro a più di centocinquanta chilometri di distanza dalla propria residenza, in forma di un contributo mensile, per la durata di dodici mesi, pari al trattamento di NASpI che sarebbe stato altrimenti corrisposto. Per non parlare dello stato di preallarme che si è generato nella popolazione alla notizia che si stanno per riaprire le assunzioni in Arsenale (leggi qui). Per la precisione, se i contenuti della bozza saranno confermati, 315 unità di personale non dirigenziale nel triennio 2020-2022.

“Università degli Studi di Taranto”

Molto meno (colpevolmente, da parte dell’informazione) si è parlato delle misure per l’Università. Quasi di nascosto, fra le righe della bozza, fa capolino un’espressione che fa emozionare: “Università degli Studi di Taranto”. Suona bene, no? Ma a che proposito se ne parla? Il testo (che, ricordiamo un’ennesima volta, è ancora solo una bozza) si esprime sul triennio accademico che va dall’anno 2020/21 al 2022/23 e prevede l’istituzione, in via sperimentale, di un polo Universitario per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza e la prevenzione delle malattie sul lavoro, nonché di un corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia con sede a Taranto a decorrere dall’a.a. 2020/2021, quindi un qualcosa di più della semplice sede decentrata che abbiamo oggi (leggi qui i nostri articoli sulla vicenda Medicina). Dopodiché, con nonchalance, la bozza afferma che «Allo scadere del triennio di operatività, previa valutazione positiva dei risultati da parte dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca dell’intera offerta formativa accreditata presso la sede decentrata di Taranto, si provvede con decreto del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca […] all’istituzione dell’Università degli Studi di Taranto».

Cosa sarà in futuro il “Cantiere Taranto”?

Numerose altre sarebbero le misure (di cui in parte abbiamo già reso conto), dal nuovo Sito di interesse nazionale che comprenda anche l’area di Statte al nuovo commissario per la bonifica, alle misure per la protezione dei cetacei e agli screening gratuiti per la diagnosi precoce di malattie legate all’inquinamento, senza dimenticare i fondi per la demolizione delle strutture abusive in Città vecchia, il fondo per la valorizzazione delle bande e delle orchestre della città e la previsione di destinare al Comune la quota dell’Imu sui capannoni di competenza statale.

Ora, però, è necessario rispondere alla domanda su come tutto questo dialogherà con gli interventi già pianificati. Ad una prima lettura, le proposte del nuovo decreto Taranto più che sostitutive o integrative delle misure CIS appaiono complementari al quadro di interventi già in discussione (o, talora, in attuazione). Una possibile chiave di interpretazione si ritrova nelle parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mario Turco, che in un’intervista a La Stampa di quasi un mese fa (vedi qui) in merito al CIS affermava: «sono oltre 10 anni che Taranto ha delle risorse a disposizione, che però tutti i governi che si sono succeduti nel tempo non hanno utilizzato. Negli ultimi 2-3 anni c’è stata un’accelerazione minima e per questo oggi stiamo programmando una nuova governance proprio per cercare di realizzare quanti più interventi possibili, a partire dai piani per la riqualificazione del porto e di alcune aree della provincia. Il Cis però è una misura del passato: ora occorre andare oltre». Ci sentiamo di auspicare che questa nuova governance non si traduca in un nuovo dilatamento dei tempi, ben poco auspicabile sotto tutti i punti di vista, e che soprattutto il governo faccia chiarezza sulla propria posizione, in maniera chiara e non interpretabile, anche da un punto di vista di etichette. Se, cioè, il “Cantiere Taranto” si identifichi con il nuovo decreto allo studio o se, invece, sia semplicemente il nome (peraltro molto evocativo) che comunicativamente si è scelto di dare a tutte le attenzioni dell’esecutivo verso la città. Le recenti parole del premier sui Giochi del Mediterraneo («Rientreranno a pieno titolo come parte integrante del Cantiere Taranto») ci fanno propendere per la seconda strada. Forse anche la migliore, perché sarebbe quella della continuità dell’azione di risanamento. Non ci resta che aspettare e osservare, magari con un auspicio: che il tavolo per Taranto, quale che sia la sua denominazione, torni presto a riunirsi in città. E, magari, sotto la presidenza dello stesso Conte.

 

Di seguito riportiamo nuovamente la bozza di decreto già divulgata.

DL TARANTO - da diramare
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