Droga, dodici arresti per traffico internazionale

 

Sono durate due anni le indagini della Guardia di Finanza che hanno portato alla luce l’esistenza di tre distinte organizzazioni criminali che operavano a Taranto.
pubblicato il 18 Dicembre 2019, 12:37
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Si chiama Taxi Driver, l’operazione con la quale, dopo due anni di lavoro, la Guardia di Finanza ha sgominato una rete italo-albanese di spaccio di droga. Si tratta, ad essere più precisi, di tre distinte organizzazioni, ora in collaborazione, ora in competizione (anche cruenta) fra loro. Dodici gli arresti eseguiti, che si aggiungono ai nove arresti in flagranza di reato effettuati durante le indagini.

Taranto al centro di una rete internazionale

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno ricostruito un’attività criminale di vastissimo raggio, che prevedeva importazione di droga anche dal nord Europa (particolarmente importante il ruolo del porto di Rotterdam). Taranto, oltre ad essere un’importante piazza di spaccio, era anche una delle principali basi logistiche dell’organizzazione. Secondo quanto riferito in conferenza stampa dal Tenente Colonnello Marco Antonucci, i trafficanti stavano anche valutando l’opportunità di impiantare in zona una raffineria di droga, magari sfruttando uno dei numerosi casolari isolati che punteggiano le campagne della provincia. Il progetto, secondo quanto scoperto dagli investigatori, non si sarebbe concretizzato a causa di divergenze fra le tre organizzazioni.

L’organigramma delle tre organizzazioni.

Caratteristica peculiare di queste ultime, l’estrema attenzione alla segretezza. I trafficanti, infatti, comunicavano tramite sistemi di messaggistica criptati chiamandosi esclusivamente attraverso l’uso di nickname (spesso nomi di calciatori di ieri e di oggi come Van Basten e Messi), che oltretutto venivano frequentemente variati.

Per la Finanza anche inseguimenti in mare

In conferenza stampa sono state mostrate anche le immagini (incluse nel breve clip documentario che riportiamo in fondo all’articolo) di uno spettacolare inseguimento con cui gli uomini della Finanza hanno intercettato e messo fuori uso (il tutto senza conseguenze per nessuno) uno dei gommoni che venivano utilizzati per il traffico, che riguardava stupefacenti di vario genere, dalla marijuana alla cocaina, all’eroina.

Sequestrato anche un lampeggiante blu

Gli stupefacenti sequestrati, secondo le stime, sul mercato al dettaglio avrebbero avuto un valore di oltre quattordici milioni di euro. Fra il materiale sequestrato anche numerose armi (incluso un kalashnikov) e perfino un lampeggiante blu del tipo utilizzato dalle forze di polizia. È stato spiegato, infatti, che una delle organizzazioni criminali oggetto delle indagini aveva addirittura organizzato il furto di un carico di circa 40 chilogrammi di cocaina ai danni di un’altra organizzazione, da compiere simulando la presenza di posto di controllo di polizia.

“Taxi Driver”

Resta da spiegare il nome assegnato all’operazione. È stato appurato che alcuni corrieri della droga si spostavano spesso in taxi, nella convinzione che un taxi in servizio potesse essere più difficilmente fermato ad un controllo di polizia. Questo, chiaramente, si svolgeva all’insaputa dei tassisti. Rischi analoghi, secondo quanto spiegato, si corrono anche con i sistemi di car-sharing. Un motivo in più per utilizzare cautela anche in questi ambiti.

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