Ex Ilva contro ArcelorMittal, possibile rinvio udienza

 

I legali delle due parti attendono le fasi trattative. Lunedì termine per presentare memoria difensiva
pubblicato il 13 Dicembre 2019, 14:35
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Si potrebbe arrivare ad un rinvio dell’udienza, fissata per il 20 dicembre, nella causa in corso a Milano tra i commissari dell’ex Ilva e ArcelorMittal che ha chiesto di sciogliere il contratto di affitto e acquisizione degli stabilimenti con un atto che l’amministrazione straordinaria ritiene illegittimo. Lo recita una nota dell’agenzia ANSA. Tutto dipenderà, da quanto si è saputo, da come proseguirà il negoziato tra Governo e azienda tra oggi e domani e solo se si capirà che le trattative possono andare avanti, si arriverà ad una richiesta congiunta al giudice Claudio Marangoni di aggiornare l’udienza ad altra data, probabilmente a gennaio. La situazione negoziale viene definita «fluida» e senza certezze e i legali delle parti attendono di capire cosa succederà in questi 2 giorni. Lunedì è il termine ultimo per Mittal per depositare una memoria per contrastare il ricorso cautelare d’urgenza dell’ex Ilva. Se lo farà vorrà dire che le trattative sono naufragate. Altrimenti le parti potrebbero chiedere a inizio settimana o in udienza un rinvio della causa.

Nell’udienza del 27 novembre era stato messo un punto fermo: il gruppo franco indiano, tramite il suo ad Lucia Morselli, aveva garantito «il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva», impegno fondamentale per raggiungere un accordo sul contratto che la multinazionale aveva chiesto di sciogliere con un atto che, invece, i commissari dell’ex Ilva ritengono «illegittimo». E per questo hanno depositato il ricorso cautelare d’urgenza. Il giudice aveva rinviato il procedimento a venerdì prossimo per consentire alla «trattativa» di «svolgersi sulla base delle intese e degli impegni assunti». Con la presentazione nei giorni scorsi del nuovo piano di Mittal, però, il quadro era cambiato, perché per i commissari dell’ex Ilva le affermazioni del gruppo sugli esuberi sono ritenute assolutamente inaccettabili. Un anno fa circa, infatti, ArcelorMittal, vincendo la gara e firmando il contratto, si impegnò a garantire, indipendentemente dalla situazione del mercato, 10mila posti di lavoro e a pagare, in caso contrario, una penale di 150mila euro per ogni lavoratore lasciato a casa. In sostanza, per l’ex Ilva si può sì trattare sulla revisione degli accordi presi, ma non certo sul caposaldo del contratto che è l’aspetto occupazionale. Mittal, rappresentata, tra gli altri, dai legali Romano Vaccarella e Ferdinando Emanuele, avrà tempo fino a lunedì per depositare, nell’eventualità di un naufragio delle intese, una memoria nel procedimento sul ricorso cautelare dei commissari, assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Giorgio De Nova ed Enrico Castellani. Se si decidesse di andare avanti nel negoziato, invece, le parti di comune accordo potrebbero chiedere al giudice, anche prima del 20 dicembre, un rinvio dell’udienza almeno fino a gennaio. Ora, viene chiarito, tutto dipenderà dagli esiti dei negoziati tra oggi e domani.

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