ArcelorMittal, Confindustria chiede ammortizzatori sociali per aziende indotto

 

pubblicato il 12 Dicembre 2019, 16:59
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Le aziende dell’indotto facenti capo a Confindustria Taranto si ritrovano a dover affrontare un problema di criticità sul fronte occupazionale riveniente dal calo di produzione già in itinere nello stabilimento Arcelor Mittal di Taranto e ulteriormente aggravato dal previsto spegnimento di Afo2. Lo afferma l’organizzazione di via Dario Lupo.
Uno scenario che, oltre a destare le ovvie preoccupazioni, già espresse a vari livelli, istituzionali e non, rispetto alla tenuta della fabbrica – in termini di competitività e di prospettive di prosieguo – sia sul piano produttivo sia sul piano occupazionale, va ad incidere inevitabilmente anche sulle aziende che all’interno del centro siderurgico prestano attività lavorative nei comparti più svariati: dalla metalmeccanica, alla chimica, all’edilizia, ai servizi, ai trasporti.
Alla luce di una situazione che già più di un mese fa si era prospettata (con la decisione formalizzata da ArcelorMittal Italia il 4 novembre scorso di recedere dal contratto) Confindustria Taranto si era tempestivamente attivata inviando una lettera al Ministero del Lavoro, al MISE, alla Presidenza della Regione Puglia, nonché al Comitato SEPAC, invitando gli stessi Enti a predisporre appositi ammortizzatori sociali in favore delle aziende dell’indotto, con particolare riferimento alla Cassa Integrazione per crisi aziendale a favore delle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa (ex art. 44, co. 11 bis, D.Lgs. n. 148/15), strumento già esistente per il territorio di Taranto, come è risaputo, fin dal 2012.
L’istanza è stata ripresa successivamente nel corso di un incontro svoltosi nella sede della Presidenza della Regione, in occasione del quale è stato elaborato dalla stessa Regione il testo di un Protocollo d’intesa “Per la promozione delle azioni integrate di sostegno per il rilancio di Taranto” che prevede, tra le misure di politica passiva, la proroga della Cigs per l’area di crisi complessa di Taranto, attraverso un apposito rifinanziamento.
L’auspicio attuale di Confindustria è che gli sviluppi della trattativa in corso con il Governo possano volgere la situazione in senso positivo. Nelle more della realizzazione di tali condizioni, l’ulteriore auspicio è pertanto quello di avere contezza della disponibilità di una congrua dotazione per gli ammortizzatori sociali, unico percorso – si spera temporaneo ma comunque obbligato – possibile e percorribile.

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