Al MiSE il vertice sul settore dell’edilizia: “Subito azioni per rilancio”

 

Cgil, Cisl, Uil, Feneal, Filca, Fillea al Mise con il ministro Patuanelli hanno deciso l’avvio di un tavolo sul rilancio del settore delle costruzioni
pubblicato il 11 Dicembre 2019, 21:58
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Accolta la nostra proposta al ministro Patuanelli di coinvolgere gli altri ministeri per sviluppare i temi dell’edilizia. Le prossime settimane vedremo nel merito se vi saranno proposte ed azioni condivise, in linea con le richieste che abbiamo avanzato per un rilancio del settore che valorizzi occupazione, qualità, salari, tutele“. È il commento di Cgil, Cisl, Uil, Feneal, Filca, Fillea al termine dell’incontro al Mise con il ministro Patuanelli per l’avvio di un tavolo sul rilancio del settore delle costruzioni. 

In apertura, il ministro Patuanelli ha sottolineato come “l’obiettivo di questo incontro è quello di avviare un confronto al fine di individuare nuove misure e verificare gli strumenti esistenti, attraverso il coinvolgimento sinergico sia del MEF che del MIT, in modo da dare risposte funzionali al rilancio di un settore da anni in difficoltà. L’edilizia rappresenta, sia per numero di imprese e lavoratori coinvolti, sia per il volume di fatturato prodotto, uno dei settori di traino dell’economia italiana e quindi parte importante della politica industriale del nostro Paese”.

Per supportare questo settore, nell’ambito delle trasformazioni tecnologiche in atto nel sistema produttivo e infrastrutturale, sempre più toccato dai processi di riconversione ecosostenibile e riqualificazione ambientale, sono già state confermate nella legge di bilancio in corso di approvazione in Parlamento le misure relative al Piano Casa, con la proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione degli edifici, e la proroga degli incentivi del Piano Impresa 4.0, ulteriormente potenziato e semplificato al fine di ampliare la platea dei beneficiari. E’ stata inoltre resa strutturale la cosiddetta norma Fraccaro, che sostiene investimenti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile dei comuni. Riguardo alla realizzazione di opere infrastrutturali, pubbliche e private, è necessario intervenire affinché agli investimenti stanziati si accompagnino processi di semplificazione burocratica per garantire certezza dei tempi.

Nel corso dell’incontro, i sindacati hanno illustrato la drammatica situazione del settore persi 800mila posti di lavoro e chiuse 120mila imprese – e consegnato alcune proposte di lavoro, sottolineando la necessità che il governo avvii una “politica industriale nuova per l’edilizia, con una visione di sistema, che non disperda un patrimonio produttivo ed occupazionale ancora importante e accompagni la trasformazione del mercato, l’innovazione di processo e di prodotto, una sua maggiore sostenibilità ambientale, in coerenza con gli stessi obiettivi ONU e dell’UE per un nuovo modello di sviluppo”. 

Dai sindacati la proposta che il Mise si faccia promotore di specifici tavoli tecnici tematicicoinvolgendo altri Ministeri ed Istituzioni e rendendo permanente il tavolo per il rilancio del settore, con il coinvolgimento delle parti sociali più rappresentative e delle diverse istituzioni interessate” e che si attivino tutte le sinergie necessarie per affrontare le grandi priorità del settore che coinvolgono oltre al Mise anche altri dicasteri, come ad esempio il tema della rigenerazione urbana e la corretta implementazione del Codice degli Appalti.

Dai sindacati infine un pacchetto di “proposte di lavoro” da affrontare al tavolo. Prima fra tutte la crisi di alcuni grandi imprese e dei relativi indotti (da Astaldi a Cmc, da GLF a Tecnis, ecc.) che, interessando decine di opere grandi e medie, “ha di fatto bloccato o rallentato il programma pluriennale “Connettere l’Italia” e la realizzazione di grandi opere necessarie al Paese” spiegano i sindacati, che chiedono di “generalizzare la politica di intervento delle banche (conversione dei crediti in partecipazione) e soprattutto di Cassa Depositi e Prestiti, allargando il perimetro di Progetto Italia. Quest’ultimo non deve essere solo un intervento a favore di Salini-Impregilo, ma un progetto di sistema, aperto – anche attraverso la creazione di uno specifico Fondo di Garanzia – alla partecipazione di altre imprese del settore, da cooperative che già operano da anni in grado di specializzarsi e crescere ad imprese (specialistiche e non) di medie dimensioni che intendano partecipare al salvataggio di imprese in difficoltà e relativi cantieri pubblici”.

Dai sindacati poi la richiesta di mettere in campo specifiche azioni per una politica mirata alla transizione tecnologica ed ambientale, di rafforzare gli strumenti utili alla qualificazione del settore, delle imprese e al rispetto del Ccnl e della correttezza contributiva, di qualificare le stazioni appaltanti e contrastare lo sciopero della firma, di incentivare la fusione tra le aziende con incentivi ad hoc per consentire una crescita dimensionale del sistema delle imprese, di avviare una politica di incentivi per la rottamazione ed il recupero dei capannoni industriali abbandonati, di mettere in campo misure a sostegno dei Comuni che intendono investire risorse nella messa in sicurezza del territorio, attraverso finanziamenti a tassi agevolati e procedure più semplici e celeri.

Al termine dell’incontro, i partecipanti sono stati invitati dal Ministro ad inviare i loro contributi entro la metà di gennaio, in modo da permettere la definizione di un calendario di tavoli tecnici che vedano il MiSE e gli altri Ministeri coinvolti nella definizione di proposte operative.

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