Ex Ilva, proteste a Roma e a Taranto

 

Manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, mentre a Taranto sit in di Usb. Le prime parole dei leader sindacali
pubblicato il 10 Dicembre 2019, 11:44
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Come annunciato, manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil in piazza Santi Apostoli a Roma oggi, la prima delle tre iniziative indette unitariamente che apre la settimana di mobilitazione. Nella manifestazione in cui sono presenti tanti lavoratori e tante pertanto nel vertenze aperte in Italia, preponderante è la protesta dei lavoratori metalmeccanici dell’ex Ilva, in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal e nell’indotto. Da Taranto sono arrivati numerosi pullman con lavoratori e delegati sindacali: nel complesso, in piazza qualche migliaio di operai, secondo gli stessi sindacati.
Intanto, è cominciato alle 23 di ieri e terminerà domani alle ore 7 lo sciopero dei lavoratori di ArcelorMittal, diretti e dell’indotto, proclamato da Fim, Fiom e Uilm di Taranto e in maniera autonoma dall’Usb. Contestano, com’è noto, il nuovo piano industriale della multinazionale, che ha chiesto ulteriori 4.700 esuberi entro il 2023 e il mancato rientro al lavoro dei 1.600 lavoratori attualmente in capo all’Ilva in As. A Taranto l’Usb ha promosso inoltre un presidio alle portinerie e a seguire un sit-in davanti alla direzione, a cui hanno aderito anche rappresentanti di associazioni ambientaliste che invocano la chiusura della fabbrica, la bonifica con reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio.
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione nazionale unitaria, rivolto ad ArcelorMittal: “Basta scherzare. Avete sbagliato ad andare in tribunale, tornate al tavolo a partire dall’accordo firmato a settembre dall’anno scorso ed agli impegni assunti. Discutiamo, ma a nessuno venga in mente di dire che ci sono licenziamenti da fare perché questa è un’idea che non passa”.
“Non succedeva da anni una grande manifestazione come quella di oggi. Oltre mille lavoratori sono partiti questa notte e stanno raggiungendo Roma. È una situazione drammatica e complicata, resa ancora più esplosiva dai diversi scenari che ogni giorno vengono pubblicati sugli organi di stampa”. Così Rocco Palombella, segretario generale Uilm, durante il suo intervento a Radio Anch’io.
“Ci aspettiamo nelle prossime ore, dopo la nostra grande manifestazione – dichiara il leader Uilm – una decisione chiara e netta del Governo sul risanamento ambientale, sulla tutela e garanzia dei livelli occupazionali e la continuità produttiva. Con o senza ArcelorMittal”
“In questo momento non ci fidiamo nè di ArcelorMittal, che è gravemente inadempiente rispetto all’accordo del 2018, nè del Governo che non ha ancora una linea chiara. Non crediamo a un piano industriale che preveda due fasi, perché si deve garantire strutturalmente una continuità produttiva.
Non permetteremo che ci siano migliaia di esuberi e la diminuzione dei salari dei lavoratori come prevede il piano presentato dall’azienda”.
“Giovedì al Mise – conclude – ascolteremo la proposta dei Commissari e del Governo, sperando si possa mettere una parola fine al tritacarne mediatico quotidiano che rischia di far esplodere una bomba sociale”.

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