Ex Ilva, Melucci: “Conte lucido come pochi”

 

"Il tempo stringe e il Presidente del Consiglio ha sotto gli occhi diverse possibilità operative"
pubblicato il 10 Dicembre 2019, 17:15
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“In questo momento ho la sensazione che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sia uno dei pochi a comportarsi con grande lucidità e fermezza sul dossier Ilva. Certo, difettiamo ancora del necessario coinvolgimento della comunità locale in una vicenda che, non mi stancherò di affermarlo, non può ridursi ad una semplice vertenza sindacale, per quanto urgente e rilevante”. E’ la riflessione del sindaco Rinaldo Melucci, affidata a una nota diffusa alla stampa.

“Voglio quindi conservare fiducia che il nuovo round previsto a Roma per il prossimo giovedì apra ad una fase di grande coraggio nel verso delle tecnologie da introdurre – osserva il primo cittadino riferendosi alle possibilità che il premier riserva a uno stabilimento siderurgico meno impattate sul piano ambientale -, delle priorità da riservare ad ambiente e salute dei tarantini, della prospettiva da garantire all’indotto locale, della salvaguardia del reddito dei lavoratori che dovessero oggi risultare in esubero all’interno di un ipotetica riforma del piano industriale di AMI“.

“Ma il tempo stringe, specie per il preoccupante deterioramento degli impianti e degli aspetti connessi alla sicurezza – aggiunge preoccupato Melucci -, abbiamo giorni o una manciata di settimane davanti, non mesi, bisogna lavorare in fretta ad una soluzione complessa che faccia salvi gli obiettivi che la comunità ionica ha unitariamente individuato. Si può e si deve migrare verso soluzioni quanto meno ibride e concretamente sostenibili, è giunto il momento di riflettere su di un ridimensionamento degli spazi in città e in porto della fabbrica, occorre dare definitivo slancio ad un ciclo di bonifiche completamente svincolato dall’assetto produttivo o dalla proprietà dei compendi aziendali”.

Da qui il quasi appello a Conte: “E ritengo che il presidente Conte abbia già sotto gli occhi diverse possibilità operative, in Italia, perfettamente integrabili nel nostro sistema Paese, supportate da studi di indubbia autorevolezza, non serve inseguire le cassandre di fantomatici investitori stranieri, Taranto non si fida più, Taranto pretende che la risposta sia modulata sugli interessi di cittadini ed imprese italiane, prima che sugli appetiti del mercato internazionale. Questo sì che sarebbe un buon viatico del cantiere Taranto”.

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