Ex Ilva, su Afo 2 ok Procura. Ultima parola al giudice

 

Il pm De Luca accoglie istanza dei commissari di Ilva in AS. L'ultima parola spetta però al giudice Maccagnano
pubblicato il 09 Dicembre 2019, 15:22
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Fonti della struttura commissariale di Ilva in Amminsistrazione Straordinaria, confermano l’indiscrezione secondo la quale oggi, secondo i termini previsti, è arrivato il parere del pm competente, Antonella De Luca (che lo scorso 3 luglio firmò l’ordinanza di spegnimento dell’impianto dopo che il gup Carriere il 27 giugno aveva respinto l’istanza di dissequestro presentata il 27 gennaio dai commissari straordinari) in merito alla richiesta di istanza di proroga sui lavori da effettuare sull’Altoforno 2.

(leggi l’articolo sulla perizia della Valenzano https://www.corriereditaranto.it/2019/12/05/ex-ilva-su-afo-2-perizia-valenzano-a-meta/)

Il pm De Luca, dopo aver letto la super perizia redatta dal custode giudiziario Barbara Valenzano, ha tramesso il suo parere al giudice monocratico Maccagnano, che sarebbe favorevole alla richiesta dei commissari straordinari. Entro l’11 dicembre dovrebbe arrivare il responso definitivo del giudice del dibattimento, appunto Maccagnano. Toccherà infatti a quest’ultimo accogliere o meno l’istanza di proroga presentata dai commissari di Ilva in AS: il 13 dicembre scadono infatti i 90 giorni previsti dal Riesame per effettuare i lavori previsti, pena lo spegimento dell’altoforno. Qualora la proroga non venisse accordata dal giudice Maccagnano, Ilva in AS, per non far scattare di nuovo il sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno 2, dovrà nuovamente ricorrere al Tribunale del Riesame.

(leggi tutti gli articoli sulla vicenda dell’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/?s=afo+2)

Potrebbe infatti ripetersi ciò che accadde a fine luglio, quando con un’ordinanza di 13 pagine il giudice Maccagnano rigettò l’istanza presentata dai Commissari Straordinari di Ilva in A.S., in cui si chiedeva la possibilità di effettuare i lavori di messa in sicurezza dell’altoforno 2, dopo l’ordine di spegnimento del pm De Luca dalla Procura di Taranto dello scorso 9 luglio. Diniego che arrivà nonostante pchi giorni prima, il 23 luglio, la stessa Procura espresse parere favorevole all’accoglimento dell’istanza “di dilazione temporale e facoltà d’uso per un periodo non superiore a 120 giorni”, espressamente prendendo “atto del positivo proposito di Ilva di procedere conformemente alle prescrizioni indicate dal custode, tenuto conto del periodo feriale incombente con numerose maestranze in ferie e aziende chiuse e considerando che l’analisi di rischio indicata dal custode non può essere istantanea”.

Staremo dunque a vedere cosa deciderà adesso il giudice Maccagnano.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/01/ex-ilva-perche-stop-ad-afo2-contro-lok-della-procura3/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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