Mar Piccolo, bene le cozze secondo seno

 

Un sollievo per i mitilicoltori tarantini: dopo mesi di ritardo, la Regione ha deliberato la classificazione preliminare delle aree marine regionali
pubblicato il 05 Dicembre 2019, 17:04
3 mins

Buone notizie per la mitilicoltura tarantina: il secondo seno del Mar Piccolo rientra nelle aree destinate alla molluschicoltura classificate, in accordo alla normativa nazionale e comunitaria vigente, ‘Zona di classe A’.
La deliberazione della Giunta regionale (la n. 2014 dell’11.11.2019) – pubblicata in data 3 dicembre sul bollettino ufficiale della Regione – attinente la classificazione preliminare delle aree marine regionali destinate alla molluschicoltura ed al conferimento ad Arpa Puglia del progetto di classificazione definitiva, inserisce nella classe A la zona ‘Taranto 9.1’(corrispondente al secondo seno del Mar Piccolo), e cioè zona in cui possono essere “raccolti i molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano diretto, i quali al momento dell’immissione sul mercato rispettino i requisiti sanitari”.
In buona sostanza i produttori del secondo secondo seno del Mar Piccolo potranno finalmente raccogliere ed inviare presso i centri di spedizione riconosciuti, le ‘cozze’ senza passare dal trattamento depurativo o la stabulazione obbligatoria per le zone di classe B, ciò significa tempi di vendita più rapidi e risparmio di costi.
Si tratta di un riconoscimento in parte scontato perché da diversi mesi la ASL di Taranto aveva certificato – attraverso una costante attività di analisi a campionamento- il ricorrere di condizioni che consentivano l’attribuzione di tale
classificazione; il campionamento infatti – nel 100 % dei campioni- non aveva mai superato, nell’arco degli ultimi tre anni, il limite di E.coli fissato in 230 MPN/100 gr. di polpa e liquido intervalvare, garante di un prodotto sicuro dal punto di vista igienico sanitario.
Ciò malgrado, la Regione, sottovalutando il pressing degli operatori, ha ritardato le procedure di approvazione della classificazione preliminare andando così a determinare in questi anni non solo l’aggravio di costi per la depurazione del prodotto, ma impedendo l’avvio di una campagna di comunicazione che consentisse di rilanciare l’immagine della cozza tarantina, sempre e solo associata alla situazione di criticità del primo seno.
Una problematica che ha visto impegnate in un percorso di stretta collaborazione le rappresentanze provinciali del settore – AGCI Pesca, Lega Coop Pesca, Confcommercio – il Comune di Taranto e gli uffici tecnici competenti dell’Asl TA, nel comune obiettivo di giungere, attraverso il monitoraggio periodico ed una indagine sanitaria completa, ad una riclassificazione dello specchio acqueo.
La classificazione preliminare (nel 2021 si addiverrà alla classificazione definitiva delle aree regionali) rappresenta dunque un ulteriore importante passo in avanti per il rilancio della mitilicoltura tarantina, che pur non superando completamente le problematiche che ancora permangono nel primo seno del Mar Piccolo, in accordo con il Comune di Taranto si sta lavorando su iniziative di sostegno per il settore che prevedono l’avvio di attività di formazione degli operatori, la qualificazione e riorganizzazione dei sistemi di produzione e marketing.
Ora il prossimo obiettivo a breve termine sono la realizzazione del punto di sbarco per gli operatori ed il Piano comunale delle Coste, in dirittura d’arrivo secondo il Comune di Taranto.

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)