Santa Barbara, per i Vigili del Fuoco della FP CGIL di Taranto non c’è nulla da festeggiare

 

pubblicato il 03 Dicembre 2019, 11:35
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Quasi 13mila vigili del fuoco in meno in tutta Italia, difficoltà anche per Taranto, la città dell’emergenza industriale e che di recente ha dovuto far fronte a numerose calamità naturali. Mezzi di soccorso vetusti con un’età media di 20 anni e drammatica condizione di attrezzature e dispositivi per la protezione individuale. E’ sulla base di queste premesse che il coordinamento provinciale dei Vigili del Fuoco della Funzione Pubblica CGIL si prepara alla ricorrenza di Santa Barbara, patrona del corpo, ma con nulla da festeggiare.
“C’è poco da rallegrarsi e da festeggiare” dicono Gaetano La Corte e Rosanna Resta del coordinamento provinciale e che insieme alle donne e agli uomini del corpo parteciperanno alla solenne cerimonia del 4 dicembre dentro la Concattedrale di Taranto, con la sensazione di non essere riusciti ad avere il rispetto che pure gli andrebbe attribuito dal Governo.
“L’approvazione della riforma del corpo (DL 127/20189) non ha portato alcun vantaggio – dicono – eppure i Vigili del Fuoco continuano ad essere il fronte più esposto delle mille emergenze di salvataggio e sicurezza del nostro paese”.
“Abbiamo avuto alcuni segnali importanti – dicono ancora La Corte e Resta – con l’arrivo e grazie all’intervento del nuovo dirigente di 16 unità, ma resta il problema dei mezzi che vanifica ogni sforzo volto al servizio della comunità”.
Proprio nei giorni scorsi il coordinatore nazionale della FP CGIL Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, era tornato sul tema in concomitanza del tragico terremoto in Albania.
“Abbiamo una grande professionalità, pagata con pochi euro, ed è urgente adeguare quel trattamento al lavoro che svolgiamo e al rischio che corriamo – aveva detto – sia quando accorriamo nei luoghi dei disastri in Italia o nelle recenti calamità che hanno riguardato l’Albania”.
Rischi che per beffa del destino terrebbero fuori dalla copertura INAIL per le mattie professionali e gli infortuni sul lavoro, proprio gli operatori maggiormente esposti.

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