San Cataldo, tutto da rifare. O quasi

 

Il Tar Lecce accoglie ricorso della seconda classificata e quello incidentale della prima. Probabile si attenderà il Consiglio di Stato
pubblicato il 03 Dicembre 2019, 16:12
3 mins

Ancora una volta Taranto vede rinviare la realizzazione di uno dei tanti progetti finanziati negli ultimi anni. Così come accaduto per gran parte dei lavori previsti per il porto (molti dei quali terminati in ritardo rispetto al termine temporale previsto inizialmente, mentre molti altri sono ancora in corso d’opera), la stessa sorte è toccata al progetto riguardante l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto.

Lo scorso 24 luglio infatti, Il Tar di Lecce rinviò l’udienza di merito per il contenzioso promosso innanzi al TAR Lecce dal Research Consorzio Stabile s.c.a.r.l., contro l’ASL TA, Regione Puglia e INVITALIA, per l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione definitiva della gara per affidamento dei lavori, allo scorso 29 ottobre, dopo aver già rinviato al 23 luglio l’udienza che si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 10 luglio.

(leggi l’articolo sul rinvio dell’udienza ad ottobre https://www.corriereditaranto.it/2019/07/24/san-cataldo-il-tar-rinvia-tutto-ad-ottobre/)

Rinvio deciso a seguito del deposito di documentazione da parte di Invitalia (difesa dagli avvocati Todarello e Fuda), mentre la prima classificata Debar (è difesa avvocati Francesco Paolo Bello, Fabio Cintioli, Saverio Sticchi e Giovanni Nardelli) ha a sua volta presentato un ricorso incidentale nei confronti di Research.

Lo scorso 29 ottobre si chiuse poi la discussione in udienza pubblica. Ma la decisione dei giudici della seconda sezione del Tar di Lecce sull’aggiudicazione finale dell’appalto da 161 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale di Taranto, è arrivata soltanto ieri. Accogliendo entrambi i ricorsi presentati da due contendenti.

Il ricorso del gruppo guidato dal consorzio Research (difeso dagli avvocati Pietro Quinto e Michele Dionigi) come si ricorderà verteva su una serie di aspetti tecnici, come il forte ribasso del prezzo offerto e i tempi di realizzazione dei lavori, aspetti che avevano comunque superato la verifica di anomalia da parte della commissione di gara. Il consorzio Debar (difeso dagli avvocati Francesco Paolo Bello, Fabio Cintioli, Saverio Sticchi e Giovanni Nardelli) aveva a sua volta presentato un ricorso incidentale nei confronti di Research, evidenziando problemi nei contenuti dell’offerta in particolare riguardo alla gestione dei lavori affidati sub-appalto. 

(leggi l’articolo sul primo rinvio del Tar https://www.corriereditaranto.it/2019/07/15/san-cataldo-tutti-fermi-ce-un-ricorso-al-tar2/)

Nella sentenza si legge infatti che adesso la stazione appaltante, ovvero la Asl di Taranto, ha davanti a sè tre strade: affidare l’appalto alla terza classificata (ovvero il consorzio di imprese Matarrese srl di Bari con il gruppo Unimed), riesaminare l’offerta del raggruppamento primo classificatosi, oppure attendere l’appello al Consiglio di Stato già annunciato e praticamente scontato dai parte dei legali dei due raggruppamenti. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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