La Soprintendenza torna a casa

 

Sotto altra forma ma sicuramente più importante e prestigiosa: è una grande opportunità
pubblicato il 03 Dicembre 2019, 20:15
3 mins

La Soprintendenza torna a casa. Sotto altra forma, per certi versi più importante e prestigiosa, a voler quasi rimediare a un gravissimo errore commesso a suo tempo quando dalla sua residenza logica e naturale – Taranto – fu dirottata a Lecce, sollevando un vespaio di polemiche, proteste portate anche a Roma e suscitando reazioni non solo dal mondo culturale tarantino ma anche in ambito politico a vari livelli.
La decisione di assegnare a Taranto la sede nazionale della Soprintendenza per il patrimonio culturale subacqueo è un fatto di assoluta valenza per la nostra città. Perchè non soltanto la città ospiterà tutto ciò che riguarda il mare d’Italia ma si riprende ciò che le era stato scippato sotto il profilo dell’archeologia, delle belle arti e del paesaggio. In sostanza, a Taranto il Governo ha voluto finalmente restituire non solo ciò che le era stato tolto ma anche assegnarle un ruolo di grandissimo valore a livello nazionale. Forse, la notizia è passata un po’ in sordina o forse non è stata compresa del tutto. Ma c’è, esiste, è vera e questo non può che far piacere in un ambito, quello culturale, nel quale Taranto sta scommettendo parecchio dall’alto della sua ultramillenaria storia nel tentativo di costruire un’alternativa socio-economica valida e solida ai nefasti decenni dedicati solo ed esclusivamente alle grandi industrie.
Insomma, ora Lecce non avrà più competenza sul territorio tarantino per quel che riguarda i beni culturali: tutto è rientrato. Non solo. Tutto il patrimonio nazionale culturale subacqueo passerà dalla nostra città, con le conseguenze positive che possiamo un po’ tutti immaginare (dalle documentazioni scientifiche alla ricerca ai laboratori e tanto altro ancora).
“Una bellissima notizia, una grandissima opportunità per Taranto”, il commento per esempio di uno che sulla cultura della nostra città ci ha scommesso da anni, e cioè Nello De Gregorio dell’associazione ‘Nobilissima Taranto’. Ma ci avevano scommesso anche – ne va dato atto – i vertici del sindacato Uil, territoriali e nazionali, che in tempi non sospetti avevano lavorato affinchè il decreto legislativo così com’è prendesse forma: dopo mesi di contatti e di lavoro, ecco che il risultato è giunto. Senza dimenticare le ultime sollecitazioni dei parlamentari tarantini della maggioranza di governo, che in qualche modo – a partire dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio sen.Turco – sono riusciti ad accompagnare in dirittura d’arrivo quello che va considerato davvero un risultato straordinario. Insomma, diamo a Cesare quel che è di Cesare…


Adesso non resta che attendere la nomina di un soprintendente che possa davvero organizzare la nuova istituzione sul territorio con una visione nazionale e, allo stesso tempo, in grado di riprendere le redini dei beni culturali della città. Perchè, lo diciamo senza polemiche, la nostra Storia va gestita qui. A Taranto.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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