Taranto: a Fasano è crack

 

La sesta sconfitta in appena quattordici gare per la squadra allenata da Panarelli porta alle dimissioni del presidente Giove. I punti di distacco dalla vetta salgono a sei.
pubblicato il 01 Dicembre 2019, 17:08
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E’ stregato lo stadio Vito Curlo di Fasano per il Taranto ove non vi è mai riuscito a vincere. Anche questa volta per i rossoblù il risultato non è in linea con le aspettative, anche questa volta la delusione è cocente perché perdendo 2-0 ha rimediato la sesta sconfitta stagionale in appena 14 gare, francamente troppe per una squadra che deve (doveva) aggredire il campionato, per una compagine definita alla vigilia della stagione corazzata, per una società che ha puntato tutte le sue fiche nella costruzione di un organico che evidentemente nel suo assemblaggio ha degli evidenti punti oscuri (difesa spesso distratta, centrocampo con poca personalità, attacco prolifico con le squadre di bassa caratura, asfittico con quelle di alta classifica).

Un Taranto francamente inguardabile che ha smarrito le certezze che aveva ritrovato con l’avvento di Panarelli (quattro successi consecutivi, ma tutti contro squadre di bassa classifica) e che ha mostrato quel lato abulico già evidenziato con il precedente tecnico Ragno.

PRIMO TEMPO

Il tecnico del Taranto, Panarelli, ha optato per una formazione più congeniale per una trasferta insidiosa schierando la sua squadra con il 4-2-3-1 rispetto al 4-3-1-2 utilizzato domenica scorsa in casa contro il Gravina, con l’inserimento di un over in più in difesa (Allegrini per Pelliccia) e un under in più a centrocampo (Masi al posto di un attaccante, ossia Favetta). Il Taranto ha, per buona parte della prima frazione di gioco, fatto la partita costringendo il Fasano a giocare di rimessa. Di occasioni da rete, però, non ne sono arrivate, fatta eccezione per quella capitata al minuto 14 sui piedi del centrocampista Cuccurullo che con un tiro ai limiti dell’area di rigore ha sfiorato il palo alla sinistra del portiere di casa. Troppo poco per una squadra che doveva cercare la vittoria a tutti i costi. Molto possesso palla (6 calci d’angolo a zero, dato indicativo) e poca pericolosità offensiva in definitiva nella prima parte di gara dei rossoblù. Di converso gli uomini di Panarelli non hanno subito praticamente alcun tiro in porta da parte del Fasano.

SECONDO TEMPO 

Appena cinque minuti dopo l’inizio della ripresa il Fasano su una ripartenza fulminea (due passaggi e giocatore messo davanti alla porta), sulla quale la retroguardia del Taranto ha evidenziato grande approssimazione, (quattro giocatori in linea come delle belle statuine…, scavalcati da un cross dalle retrovie degli avversari) passava in vantaggio grazie ad un tap-in a porta sguarnita di Prinari. La reazione dei rossoblù è stata inesistente ed il Fasano addirittura falliva il raddoppio in un paio di occasioni (al minuto 54 ed al minuto 55 con una traversa colpita). Panarelli dalla panchina ha provato, vanamente, a dare delle scosse (fuori Manzo per Guaita, fuori Oggiano per Favetta) ma l’encefalogramma del Taranto risultava rimanere piatto. Reattività pari allo zero, questa è stata la dura realtà. Si è trattato di un secondo tempo che ha ricordato molto da vicino quello remissivo di Bitonto, l’ultima gara con Ragno in panchina.Al minuto 77, addirittura, il Fasano raddoppiava con una splendida rovesciata, tra due difensori rossoblù, in area di rigore del giovane (classe 1999) Cavaliere. Una splendida esecuzione per la quale non si può che scrivere chapeau. La beffa ulteriore è stata determinata dall’espulsione, con rosso diretto, in pieno tempo di recupero per un fallo pericoloso, del capitano D’Agostino. Come dire che piove sul bagnato.

CLASSIFICA

Il match-clou di giornata tra Bitonto e Foggia è terminato con un pareggio che accontenta le due squadre. Il Bitonto sale a +6 sul Taranto (scivolato al quarto posto) e tiene il Foggia a distanza (due punti).

CONSEGUENZE

A seguito della sconfitta rimediata  il Taranto FC 1927 ha comunicato che il presidente Massimo Giove ha rassegnato le sue dimissioni.

La squadra è in silenzio stampa.

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