Le dimissioni del presidente Giove quali scenari aprono?

 

Una decisione presa di pancia, probabilmente un atto dimostrativo. Nei confronti di chi? Saranno ceduti i giocatori dall'ingaggio più pesante? Vi sarà smobilitazione? A queste e ad altre domande sarebbe opportuno dare una risposta nelle prossime ore.
pubblicato il 01 Dicembre 2019, 22:13
3 mins

Diciamolo subito:le dimissioni del presidente Giove giunte improvvisamente dopo la sconfitta di Fasano, ribadiamo la sesta stagionale in quattrodici gare di campionato, potrebbero essere una decisione presa di pancia, figlia della delusione, figlia di una incapacità di controllare il treno che sta deragliando o ancor di più potrebbe essere un atto dimostrativo nei confronti di giocatori che a parole giurano amore per i colori rossoblù ma che poi sul campo giocano senza grinta e determinazione, camminando sulle uova.

Di sicuro la sconfitta di Fasano certifica un inatteso (viste le premesse e le promesse trionfali della vigilia della stagione ed una campagna di rafforzamento che metteva, secondo gli addetti ai lavori e certa stampa complice e prona, il Taranto davanti a tutte le partecipanti al girone H della serie D) fallimento del progetto tecnico avviato in estate.

Tutti i protagonisti estivi si sono eclissati: il tecnico Ragno è stato esonerato non avendo dato alla squadra una precisa identità dominante, del direttore sportivo Sgrona si può dire che risulta essere quasi un non pervenuto (la sua presenza e la sua impronta non sono decifrabili), i pezzi da novanta del mercato (Genchi, Guaita, Matute, Allegrini) sinora hanno offerto prestazioni di molto al di sotto del loro reale valore.

Che succede ora? Le dimissioni di Giove, che ricordiamo è amministratore unico di questa società, si sussurra debbano portare ad una sorta di smobilitazione della squadra nell’imminente mercato invernale con l’obiettivo di far andare via giocatori dall’ingaggio pesante e dalla poca voglia di restare e sostituirli con atleti con maggiore fame sportiva e dalle pretese economiche contenute.

Un’operazione, vista mettendosi nei panni dell’imprenditore e del massimo dirigente di un club calcistico- lo affermiamo andando controcorrente – che ci appare razionalmente giusta qualora venisse portata a termine. Bisogna pensare a salvare il salvabile ed a tentare un’impresa titanica con forze nuove e maggiormente motivate (6 punti di distacco dalla vetta con tante partite ancora da giocare, sulla carta, sono ancora rimontabili se ci si crede fermamente).

Ecco, però,  sarebbe bello che nelle prossime ore qualcuno ci mettesse la faccia e spiegasse, chiarisse, dicesse qualcosa di sensato perché il silenzio stampa è sempre controproducente in quanto permette a tutti ma proprio tutti di fare ipotesi, congetture, lanciare strali e prodursi in scenari apocalittici.

Anche se forse il famoso detto tarantino “se non si guasta non si aggiusta”, applicato all’attuale scenario del calcio tarantino calzerebbe a pennello.

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