Liberi e Pensanti, duro attacco ai sindacati e allo Stato

 

"Venerdì 29 novembre ore 5.30. Ancora una volta abbiamo avuto l'ennesima conferma di quanto i sindacati abbiano negli anni contribuito ad annichilire la coscienza operaia"
pubblicato il 30 Novembre 2019, 17:51
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Dura presa di posizione del Comitato dei Cittadini Liberi e Pensanti su quanto accaduto ieri mattina, davanti ai cancelli della portineria dell’ex Ilva. Il Comitato reputa come ormai lo “Stato abbia dichiarato guerra alla città” e attacca quanti, come i sindacati, “stanno calpestando il contratto che essi stessi hanno firmato”. Ecco il testo della nota dei Liberi e Pensanti: “Venerdì 29 novembre ore 5.30. Ancora una volta abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto i sindacati abbiano negli anni contribuito ad annichilire la coscienza operaia preferendo la concertazione al ribasso alla lotta di classe. Ieri mattina davanti ai cancelli della fabbrica c’erano operai in A.S. con le proprie mogli, uomini e donne di Taranto stanchi di sacrificare le proprie vite sull’altare del pil nazionale. Quelle stesse persone che si battono da decenni per un futuro diverso per questo territorio, erano lì anche per chi continua a lavorare in quello stabilimento che da sempre “produce in modo criminale” (cit. Lucia Morselli) e sciopera in difesa dell’azienda ma che ben presto sarà abbandonato al proprio destino da Mittal, Stato Italiano e sindacati. Abbiamo visto quegli operai varcare i tornelli a testa bassa, scortati dalle forze dell’ordine come sempre in difesa di chi continua ad ammazzarci. Le notizie diffuse su presunti atti violenti, da parte di chi era davanti a quei cancelli per rivendicare il legittimo diritto ad un futuro diverso, sono assolutamente STRUMENTALI e FINALIZZATE AD UN TENTATIVO ATAVICO DI CRIMINALIZZAZIONE. Sia chiaro: a nessuno è stato torto un capello! Il tempo della concertazione e della fiducia è finito da un pezzo ma per qualcuno è chiaro che nove morti in quella fabbrica dal 2012 e migliaia di esuberi che calpestano anche il contratto firmato da loro stessi, non è ancora sufficiente per schierarsi. Di cosa hanno bisogno precisamente per capire che dal sequestro non è stato mosso un dito dallo Stato e dai rappresentanti sindacali per tutelare vita e salute, senza i quali al lavoro non ci si può neanche recare? Quanti ricordano che due giorni fa ricorreva il settimo anniversario di Francesco Zaccaria e che aver sacrificato la sua vita ad un posto di lavoro non ha salvato la vita di Cosimo Massaro, SULLA STESSA GRU!!! Cosa serve ancora, oltre ai licenziamenti in tronco, per prendere coscienza che siamo di fronte ad un padrone, nel senso più stretto e deleterio che la lotta di classe imprime? Ora è necessario schierarsi. L’indifferenza di chi non vuole prendere posizione va a braccetto con la colpa di chi ha firmato e sta firmando la condanna a morte di questa città. Per noi non c’è differenza, anzi, a dirla tutta, l’indifferenza di chi non vuole schierarsi e la rassegnazione di chi abbassa la testa alimentano la prepotenza e la violenza della guerra che lo Stato Italiano ha deciso di dichiarare contro Taranto. E se siamo in guerra abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci”.

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Un Commento a: Liberi e Pensanti, duro attacco ai sindacati e allo Stato

  1. Piero

    Dicembre 2nd, 2019

    Purtroppo Marx Lenin ecc. ecc. non sono riusciti a niente se non a portare a Stalin.
    Il mondo e gli uomini non funzionano nella realtà come la vedete voi.

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