Salviamo il pianeta Terra!

 

E' giunto il tempo che tutti gli Stati del mondo facciano la loro parte prima che sia troppo tardi
pubblicato il 29 Novembre 2019, 10:35
4 mins

Oltre a contare e quantificare i danni del maltempo, bisogna riflettere sugli errori fatti nel recente passato, cercare di aggiornarsi sul da farsi e prendere provvedimenti, non basta scendere in piazza e fare convegni. Conoscere bene il proprio territorio e prevenire i cambiamenti climatici nei grandi spazi del pianeta è diventato prioritario. Per conservare un sano e vivibile ecosistema, in primo luogo urge la necessità di una presa di coscienza delle emergenze e la formazione della cultura ecologica globale. La conferenza ONU che si è svolta a Parigi alla presenza di 196 stati, ha fissato le regole da seguire per fermare il surriscaldamento e mantenerlo nei limiti dei 2 gradi, ma molti paesi non seguono queste raccomandazioni.

Gli scienziati ci dicono che il cambiamento climatico è indotto dall’uomo, che in passato ha causato la sesta estinzione di massa della vita sulla terra. Nei decenni con l‘impiego di combustibili fossili ha ìnquinato la razza umana, il mondo animale e la vegetazione fino ad un livello insostenibile. Qui da noi stiamo assistendo a eventi distruttivi e violenti, nel Mediterraneo sale la temperatura sconvolgendo il sistema di venti e piogge nelle zone più a rischio, mentre si trascura l’educazione e la prevenzione ambientale. Solo poche multinazionali sono colpevoli di questa realtà e sappiamo chi sono. Le Nazioni Unite attraverso l’IPCC di Ginevra ha lanciato un ammonimento: le emissioni di gas serra stanno accelerando, siamo sull‘orlo di una serie di eventi climatici sempre più intensi, è stato stimato che l‘attività umana crea l‘aumento di temperatura rispetto ai livelli preindustriali. Siamo giunti alla fine di un anno nel quale governi di tutto il mondo devono rafforzare gli impegni climatici presi a Parigi, ribadisce l’ONU e avverte che se le emissioni di gas serra non diminuiranno del 7,6% l’anno, tra il 2020 e il 2030 non riusciremo a limitare il riscaldamento globale nei prefissati valori di 1,5 gradi. Si va per ordine sparso e ognuno prende decisioni, promuove convegni, continua a aprire tavoli con personaggi più o meno competenti; il 2020 sarà un anno decisivo, a Glasgow infatti si terrà la conferenza sulle regole da attuare per evitare il peggio, stabilizzare il riscaldamento globale del pianeta.
La chiesa di Papa Francesco ha preceduto tutti, prendendo posizione, scrivendo l’Enciclica ‘‘Laudate Si…la nostra casa comune‘‘, lanciando un forte messaggio per l’ecologia sul nostro pianeta.
Quando l‘aumento di temperatura raggiungerà l‘aumento di 1,5° gradi centigradi, provocherà gravi danni irreversibili agli ecosistemi del pianeta, per il tipo di vita che conosciamo oggi non vi sarebbe futuro. Le attività umane negative continuano ad accelerare, tanto velocemente da eliminare più della metà di tutte le specie viventi, entro la fine questo secolo, quando i neonati di oggi saranno adulti. Le Nazioni Unite sono giunte alla conclusione che per evitare la catastrofe ambientale dovremmo ridurre le emissioni di gas serra del 45% rispetto ai livelli del 2010, e ci restano pochi anni per farlo. Ciò richiederà una trasformazione senza precedenti nella storia umana, della nostra economia globale, nella nostra società e del nostro stile di vita. In altre parole, la specie umana si trova di fronte a un radicale riorientamento della sua civiltà da realizzare in breve tempo.
I governi di tutto il mondo devono rafforzare gli impegni per il clima. Evitare che la disinformazione in corso crei ulteriori danni. Riusciremo oggi a cambiare rotta? Saprà l’uomo salvare il pianeta? Nessuno la sa, è necessario far nascere una nuova coscienza collettiva per salvare le future generazioni.
Personalmente, dopo aver conosciuto per decenni a tutte le latitudini gli ecosistemi, continuerò a fare la mia parte.

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