Paolo VI, nuovi alloggi popolari nei pressi dell’Università?

 

Petizione popolare per indurre l'Amministrazione comunale a scegliere un'altra zona e costruire invece più servizi in un'area ora scarsa
pubblicato il 29 Novembre 2019, 11:11
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Rircordate? Ne avevamo parlato nei giorni scorsi (leggi https://www.corriereditaranto.it/2019/11/17/paolo-vi-politecnico-e-alloggi-popolari/). Adesso arriva la conferma da una nota diffusa alla stampa dal comitato spontaneo di cittadini residenti vicini all’area, a Paolo VI nei pressi dell’Università, in cui l’Amministrazione comunale parrebbe intenzionata a costruire 32 alloggi popolari per ospitare alcune famiglie dei Tamburi ora residenti nelle cosiddette ‘case parcheggio’.
Il comitato spontaneo ha diffuso questa nota: “L’Amministrazione comunale di Taranto è intenzionata ad assegnare alcune aree della città alle famiglie ora residenti nelle cosiddette ‘case parcheggio’, al quartiere Tamburi. Una di queste aree individuate sembra essere quella che è posta nelle immediate vicinanze dell’Università, al quartiere Paolo VI. Un’area che, invece, sarebbe destinata a ‘piastra commerciale’, questa sì davvero utile per i tanti residenti nella zona costretti a muoversi per non meno di un chilometro per raggiungere il primo centro commerciale del quartiere. Una destinazione che sarebbe utile anche per gli studenti universitari, i quali sono già costretti a sentirsi isolati per la totale mancanza di servizi a supporto. E’ per questo che è nato un comitato spontaneo di cittadini che ha raccolto oltre 500 firme affinchè l’Amministrazione comunale prenda in considerazione altra area del quartiere, peraltro esistente e già segnalata agli organi competenti, più consona ad accogliere i 32 alloggi e anche dotata dei servizi di urbanizzazione. Nei giorni scorsi, oltre ad aver consegnato la petizione, abbiamo inviato al Sindaco di Taranto dott.Rinaldo Melucci una lettera, che si allega, in cui chiediamo di rivedere la decisione di localizzare gli alloggi nell’area scelta”.
Ed ecco il testo della lettera inviata al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci:
“Con la presente PETIZIONE i cittadini firmatari, come da fogli allegati, espongono tutte le loro perplessità circa le scelte operate dai tecnici dell’Amministrazione Comunale riguardanti la localizzazione di n° 32 appartamenti di edilizia economica e popolare sul suolo ubicato all’incrocio di Via A. De Gasperi e Viale del Turismo a non più di 30 metri dall’ingresso della sede dell’Università degli studi di Taranto ed al centro di realtà abitative realizzate da privati con enormi sacrifici personali e senza l’ausilio di fondi pubblici o sovvenzioni qualsiasi. Le abitazioni esistenti sono frutto di mutui ventennali, ed oltre, che hanno gravato e gravano ancora sulle spalle dei contraenti e delle loro famiglie che con le loro scelte personali (e non perché il terreno glie lo abbia regalato qualcuno) hanno pensato di poter vivere in una realtà migliore qualificando un rione da sempre definito quartiere dormitorio o, esageratamente, ghetto. Ciò che continua comunque a mancare sono i servizi e negozi di primaria necessità che costringono le oltre mille famiglie in zona ad usufruire dei propri mezzi di trasporto per raggiungere i più vicini centri commerciali ubicati, in media, ad un chilometro di distanza. In via preliminare essi fanno rilevare che nel Piano Particolareggiato n° 1 nel quale viene ubicato l’intervento edilizio suddetto, il suolo prescelto risulta essere destinato alla realizzazione di una PIASTRA COMMERCIALE (come da planimetria allegata) , che soddisferebbe, in parte, le necessità reali di quanto già esistente. Ne consegue che la realizzazione di 32 appartamenti, come ipotizzato, aggraverebbe la situazione con l’aggiunta di nuovi volumi abitativi (senza nessuna logica urbanistica) sacrificando quanto intelligentemente previsto dai progettisti del Piano Particolareggiato vigente in zona. Quanto sopra ha più valenza data la presenza di una prestigiosa Sede Universitaria (meta ormai di centinaia di studenti provenienti da tutte le Province e Regioni limitrofe) ubicata a non più di 30 metri, se si tiene conto anche delle esigenze degli stessi studenti che, in mancanza di una loro mensa e di propri mezzi di trasporto nell’ora di interruzione delle lezioni destinata ai pasti, sono spesso costretti a digiunare. La realizzazione di una piastra commerciale risulta importante ancor di più, in presenza di una accentuata tendenza alla localizzazione nelle immediate vicinanze di ulteriori corsi universitari che potrebbero aggiungersi a quelli già esistenti, come avvenuto con la recente facoltà di medicina, rendendo più appetibile la allocazioni di imprese di servizi attualmente inesistenti. La logica ed il buon senso dovrebbe orientarsi verso la possibilità di invogliare la imprenditoria tarantina, alla richiesta di assegnazione dell’area per la realizzazione eventuale di una CASA dello STUDENTE con annessa mensa universitaria alla quale aggiungere gli indispensabili negozi di primaria necessità. Nelle immediate vicinanze vi sono altre realtà di notevole interesse sociale ed economico quali la CITTADELLA della CARITA’ e l’Azienda AEROSPAZIALE “LEONARDO”, fiori all’occhiello di questa nostra città. Pare perciò veramente assurdo il voler operare una variante del piano particolareggiato per peggiorare una situazione esistente senza rispetto alcuno delle evidentissime necessità sopradette, delle norme e leggi che impongono dei sacrosanti standard urbanistici. Nell’intero quartiere Paolo VI, vi sono numerosissimi suoli, di proprietà comunale, destinati ad edilizia economica e popolare, mai utilizzati anche se serviti delle primarie opere di urbanizzazione ad esempio le aree antistanti la Motorizzazione dove il piano prevede la costruzione di oltre 100 alloggi di case a carattere economico e popolare. Non riteniamo opportuno che ci si venga a parlare di socializzazione ed amalgamazione perché a soli cento metri di distanza sono già in corso di completamento altri 24 appartamenti da parte dell’ARCA, per i quali nessuna rimostranza è stata mai fatta. Non le pare che abbiamo già dato molto? Invitiamo pertanto la S.V. a voler rivedere l’allocazione ipotizzata attivando un urgente confronto con un comitato ristretto dei cittadini firmatari (non più di 5 o 6 persone) esclusivamente interessati a collaborare per la migliore e più utile definizione del problema”.
Alla lettera sono state allegate 500 firme. Ora pare che del fatto sia interessata la Commissione comunale Assetto del territorio e che i cittadini verranno ascoltati.

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