Ex Ilva, sul destino di Afo 2 ci sarà super perizia

 

Affidata dal giudice Maccagnano al custode giudiziario Valenzano per determinare attuale situazione sicurezza impianto e tempi lavori
pubblicato il 29 Novembre 2019, 19:10
5 mins

Ci sono novità in merito alla vicenda dell’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Il giudice monocratico del tribunale di Taranto Francesco Maccagnano, titolare del processo partito lo scorso ottobre sull’incidente mortale dell’8 giugno 2015 in cui perse la vita l’operaio Alessandro Morricella (investito da una fiammata mista a ghisa incandescente), ha affidato al custode giudiziario Barbara Valenzano una super perizia da consegnare entro il prossimo 5 dicembre.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/11/25/ex-ilva-i-commissari-depositano-istanza-proroga-afo-22/)

La Valenzano dovrà infatti relazionare sulle prescrizioni già attuate dalla struttura commissariale e se quest’ultime soddisfino i requisiti di sicurezza necessari peri lavoratori. Fattore sul quale la struttura commissariale non avrebbe dubbi. Tra l’altro, l’aver depositato lo scorso 13 novembre l’analisi di rischio, potrebbe essere il punto di svolta anche nei rapporti con il custode giudiziario. Che nella relazione dell’8 ottobre 2018 scrisse che “l’inadempimento alla prescrizione n. 1) ha comportato, ex plurimis, l’omessa quantificazione della “riduzione del rischio” in rapporto ad un livello di “accettabilità”.

Analisi del rischio nella quale vi è scritto che “la possibilità che si verifichi nuovamente un incidente come in cui perse la vita Alessandro Morricella è pari a 1 su 100 milioni“. Un faldone di oltre 2500 pagine di documenti (stato dell’impianto, i processi di funzionamento, modalità gestionali e procedure operative) che l’avvocato Angelo Loreto ha depositato nella cancelleria del giudice Francesco Maccagnano per conto dei commissari straordinari.

(rileggi l’articolo sulla decisione del giudice Maccagnano dello scorso luglio https://www.corriereditaranto.it/2019/08/01/ex-ilva-perche-stop-ad-afo2-contro-lok-della-procura3/)

La Valenzano dovrà inoltre fornire al giudice un parere sui tempi necessari previsti dai commissari straordinari per l’attuazione delle prescrizioni non ancora attuate, e verificare se effettivamente non sia possibile attuarle entro il 13 dicembre. Nell’istanza di proroga presentata lunedì scorso, i commissari straordinari Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, hanno infatti indicato un arco temporale tra i 12 e i 14 mesi. Sostenendo che il Riesame nell’indicare i 90 giorni per effettuare gli interventi, si sarebbe rifatto alle tempistiche previste dalla prescrizioni originarie del 2015. Ed inoltre che le stesse sarebbero state indicate nonostante Ilva in AS non abbia presentato le motivazioni tecniche relative alle tempistiche previste per i lavori da effettuare.

I lavori prevedono, lo ricordiamo, l’installazione, su ciascuno dei due campi di colata dell’altofomo, di sei macchine, per un costo totale di circa 10 milioni di euro che dovrà effetture Ilva in Amministrazione Straordinaria.

Si tratta di due macchine a tappare (il cui costo complessivo ammonta a 1,5-2 milioni di euro la cui commessa per la Paul Wurth sarebbe già pronta), due macchine a forare. Per la prima, che è quella richiesta nelle prescrizioni dal custode giudiziario Barbara Valenzano, si stimano almeno 6 mesi per l’installazione. E’ un dispositivo che serve achiudere il foro da cui si preleva la ghisa per misurarne la temperatura. Per l’installazione delle due macchine a forare invece, si stimano tempi più lungi, tra i 7 e gli 8 mesi.

Il tutto all’interno di un processo appena iniziato, all’interno del quale si scontrano due tesi opposte: quella dell’accusa, secondo la quale la morte dell’operaio fu causata da un mal funzionamento dell’altoforno 2 ovvero da “una (indeterminata) mancanza di condizioni di sicurezza dell’altoforno per i lavoratori“; secondo la difesa ci sarebbe stata una causa del tutto “esterna al forno propriamente detto”, innescata da un “evento umano”.

Nella speranza che finalmente si dica la verità su un evento così drammatico, tra i tanti utilizzati in questi anni in modo strumentale per lucrare sulla situazione di Taranto e dell’ex Ilva. Visto che il sequestro di Afo 2 fu assunto “in attesa di conoscere le cause dell’evento anomalo a base dell’infortunio, nonché di quelli successivi di minore entità seguiti nei giorni successivi, nel dubbio di un malfunzionamento degli apparati di segnalazione di anomalie, che possa costituire fonte di pericolo di eventi e reati analoghi”. Ad maiora.

(leggi tutti gli articoli sull’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/page/2/?s=altoforno+2&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Ex Ilva, sul destino di Afo 2 ci sarà super perizia

  1. Biagio De Marzo

    Novembre 30th, 2019

    1° A nessuno viene il dubbio di un possibile conflitto di interesse del custode giudiziario nominato quando era funzionario di un ente “terzo” (ARPA Puglia) e che ora è dipendente della Regione Puglia al massimo livello dirigenziale e braccio destro del presidente della regione Puglia di cui è nota l’ostilità nei confronti dell’acciaieria di Taranto? Si può porre un quesito al presidente del tribunale?

    2° Possibile che dopo oltre quattro anni di indagini non si sappia chi erano, dove si trovavano e cosa facevano, uno per uno, tutti gli addetti sul campo di colata dell’altoforno 2 nel momento dell’incidente che ha provocato la morte del povero Morricella? Non c’è nessuno che decida di togliersi un peso dalla coscienza?

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    • Gianmario Leone

      Dicembre 1st, 2019

      Gent.le ing. De Marzo,
      come sa su questo sito da anni scriviamo le stesse identiche cose in merito ai suoi commenti.
      Prima o poi verranno fuori tante verità su questa città.

      Cordiali Saluti
      Gianmario Leone

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