Libri: “L’estate dell’incanto” e “La pelle in cui abito”

 

pubblicato il 26 Novembre 2019, 18:35
7 mins

Giovedì 28 novembre alle ore 19.00 la libreria Mondadori, ospita la presentazione del libro “L’estate dell’incanto” di Francesco Carofiglio. L’autore, durante l’evento dialogherà con Sara Trovato, giornalista. È l’estate del 1939, Miranda ha dieci anni e il mondo è sull’orlo dell’abisso. Ma lei non lo sa. Quell’estate sarà la più bella della sua vita.

Miranda parte con sua madre da Firenze per raggiungere Villa Ada, la casa del nonno paterno, il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi. Suo padre è altrove.

La cascina del nonno e il bosco misterioso che la circonda sono il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il nipote del fattore, le scorribande in bicicletta, le scoperte pericolose, il primo, innocente bacio.

Ma il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti che l’anima di bambina vede o crede di vedere. E la foresta compare sempre, e misteriosamente, nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare.

C’è come una luce magica che rischiara quella porzione di mondo. Miranda, ormai novantenne, ce la racconta, fendendo le nebbie della memoria. Tornare a quei giorni, a quella bambina ignara, che ancora non ha visto, vissuto, sofferto, perduto è più che una consolazione, è un antidoto.

È l’incantesimo di una giovinezza improvvisa.

Francesco Carofiglio ci conduce per mano all’ultima estate di innocenza. E lo fa con ciò che, più di ogni altra cosa, contraddistingue la sua poetica, la fragilità incorruttibile del ricordo e lo sguardo innocente di chi può ancora essere salvato.”

Scrittore, architetto e regista, è nato a Bari. Oltre a “L’estate del cane nero”, “Ritorno nella valle degli angeli” e “Radiopirata” (tutti usciti per Marsilio), ha pubblicato per BUR il romanzo “With or without you” e per Rizzoli, in coppia con il fratello Gianrico, nel 2007 la graphic novel “Cacciatori nelle tenebre” e nel 2014 “La casa nel bosco”. Per Piemme, ha scritto “Wok” e “Voglio vivere una volta sola”, “Una specie di felicità” e, nell’autunno 2017, “Il Maestro”.

INGRESSO LIBERO

 

 

Giovedì 28 novembre, alle ore 18 alla Casa del Libro Mandese, in via Liguria 80/82, presentazione del libro di Kader Diabate “La pelle in cui abito” (Laterza 2019), scritto con Giancarlo Visitilli. Gli autori incontrano gli studenti degli istituti superiori partner del progetto “Via Leogrande”, percorso di ricerca e di conoscenza dell’opera di Alessandro Leogrande attraverso la promozione della lettura e dei libri, a cura della cooperativa teatrale Crest, d’intesa con Teatro Koreja, Libreria Dickens e Casa del Libro di Raffaele Mandese, sostenuto dalla Regione Puglia/Fondo Cultura. Modera Evelyn Zappimbulso. Partecipazione libera.

“Sono nato in una casa senza porte. La sua forma è sempre stata quella di una U, che è una lettera simile alla O ma non è chiusa, permette di uscire ed entrare, abbraccia e tiene. Proprio come la mia casa, che accoglieva tutti quelli che vi entravano e uscivano a piacimento, come è nella tradizione africana”.

Un ragazzo di quindici anni si mette in viaggio dalla Costa d’Avorio per raggiungere l’Europa. Il suo nome è Kader Diabate. In questo libro ci racconta la fuga da casa e l’attraversamento del deserto, l’incarcerazione in Libia e il viaggio nel Mediterraneo, fino all’arrivo in Italia. Ma soprattutto ci racconta la sua voglia di libertà e la sua ribellione contro l’arroganza e l’ingiustizia degli uomini. Perché la sofferenza vissuta è diventata il carburante per alimentare la sua lotta pacifica, nutrita dalla passione per i libri e la cultura. Oggi Kader ha poco più di vent’anni. È un attivista per i diritti umani che rivendica la propria appartenenza a un popolo che non è solo quello d’origine ma anche quello di cui fanno parte tutti gli uomini e le donne privati dei propri diritti. Ha deciso di affidare la sua storia alla penna di un insegnante scrittore, Giancarlo Visitilli.

Kader Diabate è nato a Man, in Costa d’Avorio, che lascia nel giugno del 2016. Dall’Africa in Italia, appena 17enne, passando per il carcere in Libia e un viaggio in gommone nel Mediterraneo. Sbarcato a Reggio Calabria il 22 ottobre 2016, viene trasferito a Camini, un piccolo paese a due chilometri da Riace: due comunità calabresi conosciute in tutto il mondo per aver sperimentato un modello di accoglienza dei migranti tra i più vincenti. Entra nel Centro Provinciale per l’Istruzione per Adulti, acquisendo tutti gli strumenti per continuare a studiare. Attualmente, vive a Corato (BA), in affido a casa di Daniela Maggiulli, un’insegnante di inglese conosciuta a Camini, che lo ha accolto senza riserve, comprendendo la sua lotta. Diventa Ambasciatore Unicef. Fonda Génération Consciente, associazione impegnata in un processo di sviluppo socio-culturale comunitario. Gira le scuole del Sud per condividere con gli studenti le sue esperienze di vita. Nei mesi scorsi ha incontrato prima Papa Francesco, poi il Presidente Sergio Mattarella. Ad ottobre è uscito, edito da Laterza, il suo primo libro, scritto a quattro mani con Giancarlo Visitilli, “La pelle in cui abito”.

Giancarlo Visitilli, scrittore, giornalista, critico cinematografico e docente di italiano in un liceo a Bari, fonda la cooperativa sociale “I bambini di Truffaut”, che si occupa di bambine, bambini e adolescenti con disagio. Crea il festival di cinema e letteratura “Del Racconto, il Film”. Cura il blog Mastica&Sputa per la redazione pugliese de “la Repubblica”. Nel 2012 pubblica per Einaudi Stile libero “E la felicità, prof?”.

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