La Regione adotta piano Taranto Futuro Prossimo

 

Il Piano Strategico è un processo partecipato di pianificazione e programmazione, finalizzato allo sviluppo sostenibile del territorio
pubblicato il 25 Novembre 2019, 20:17
4 mins

La Giunta regionale ha adottato il “Documento generale del Piano Strategico di sviluppo e valorizzazione del territorio tarantino Taranto Futuro Prossimo“.

Il Piano Strategico è un processo partecipato di pianificazione e programmazione, finalizzato allo sviluppo sostenibile del territorio tarantino, promosso dalla Regione Puglia con il Comune di Taranto, con il supporto di ASSET – Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio.

Attivato ai sensi della Legge Regionale 25 gennaio 2018, n. 2 («Indirizzi per lo sviluppo, la sostenibilità ambientale e la coesione economica e sociale del territorio di Taranto»), il Piano Strategico è uno strumento di concertazione, utile a promuovere il necessario e auspicato cambiamento delle direttrici di sviluppo, mediante azioni integrate, orientate al risanamento ambientale e alla sostenibilità.

Come ogni piano strategico di ultima generazione, anche il Piano per Taranto è concepito per essere «inclusivo», «aperto» e «flessibile», per evolversi nel tempo, con avanzamenti e aggiustamenti di rotta, con il contributo attivo di tutti. Allo stesso modo, il documento generale (che proproniamo integralmente al link al termine dell’articolo) non è un documento ‘chiuso’, definito una volta per tutte, ma è invece suscettibile di progressivi aggiornamenti, modifiche e integrazioni.

Elaborato tenendo conto dei contributi emersi dagli incontri istituzionali con gli stakeholders pubblici, dagli 8 focus tematici di ascolto (ottobre-novembre 2018), dalla prima consultazione pubblica on-line (giugno 2019), il documento è proposto al confronto pubblico quale sintesi analitica e programmatica per l’avvio del Piano, quale base di partenza per condividere e attuare le strategie operative più adeguate, così da realizzare – insieme, passo dopo passo – il desiderato e possibile «futuro prossimo» della comunità tarantina. 

Il Piano, si evidenzia in una nota, prevede investimenti per Taranto e la sua provincia pari a 1,8 miliardi di euro. “La visione strategica dello sviluppo sostenibile di Taranto e del territorio del Piano – si legge nel documento – si fonda su tre pilastri tematici: ambiente (bonificare le aree inquinate; promuovere le energie rinnovabili eliminando il carbone dal ciclo dell’acciaio); mare (rafforzare tra l’altro lo storico posizionamento strategico di Taranto e promuovere la nascita di filiere della Blue Economy e dell’economia circolare); e cultura“.

La dipendenza dalla grande acciaieria tarantina di quasi 16.000 lavoratori – è scritto nel documento adottato – è un elemento dirimente nella storia attuale di Taranto e della sua area vasta di riferimento. Negli ultimi 8 anni – e soprattutto nell’ultimo biennio – la cruda sintesi degli effetti della crisi del siderurgico tarantino ha generato dinamiche socio-economiche di arretramento e infragilimento non solo del tessuto produttivo, ma soprattutto del contesto sociale“.

Taranto – si evidenzia nel documento – è una città interamente proiettata verso una grande sfida, dove si gioca tutto e la posta in palio è la sopravvivenza“. Tra gli obiettivi del Piano ci sono la riduzione del tasso di disoccupazione giovanile (16,4 milioni di euro di spesa prevista), l’aumento dell’occupazione femminile (16 milioni); l’attrazione di investimenti industriali e imprenditoriali a regime di aiuto (240 milioni); la rivitalizzazione dei centri storici (44,4 milioni). E ancora gli aiuti all’innovazione (80 milioni); interventi di riqualificazione ambientale (78,84 milioni); riorganizzazione e potenziamento delle strutture, delle tecnologie e del personale sanitario (256 milioni).

Clicca qui per leggere il documento PS_Taranto_Draft 01_Luglio 2019_WEB

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Un Commento a: La Regione adotta piano Taranto Futuro Prossimo

  1. Gico

    Novembre 26th, 2019

    Chi vivrà vedrà, spero sia la volta buona o meglio saranno le imprese locali in grado di riconvertirsi? e sopratutto ci saranno imprese, aziende regionali e nazionali disposte ad investire nel nostro territorio per agevolazioni fiscali ? Spero non sarà un film già visto. (Marcegaglia, Belleli, Sural e compagnia bella ). Ricordiamoci prima di rifare Taranto industriale bisogna fare i tarantini altrimenti finiremo per accontentarci del solito ” piatto di lenticchie” calato dall’ alto.

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