Ex Ilva, Capristo affida indagini a Guardia di Finanza

 

Si ipotizzano i reati di 'Distruzione di mezzi di produzione' e 'Appropriazione indebita'. A breve conferita indagine al NOE per sicurezza sui luoghi di lavoro
pubblicato il 18 Novembre 2019, 18:22
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Il procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, ha delegato alla Guardia di Finanza le indagini contro ignoti su presunte condotte illecite di ArcelorMittal. Nell’inchiesta si ipotizzano i reati di ‘Distruzione di mezzi di produzione’ e ‘Appropriazione indebita’. Quest’ultima ipotesi fa riferimento al fatto che i commissari di Ilva nella denuncia sostengono che il magazzino del siderurgico sia stato svuotato rispetto alla merce che vi era al momento della consegna. Quando è avvenuto il loro trasferimento dall’ex Ilva al gruppo franco-indiano ci sono voluti parecchi mesi per mantenere la funzionalità degli impianti e in più è stato consegnato un magazzino per un valore di 500 milioni di euro di materie prime e un determinato portafoglio di clienti. Quindi si ritiene che gli impianti debbano essere restituiti con un grado di funzionalità uguale e comunque in uno stato non peggiore di come sono stati consegnati. 

Stamattina intanto si è svolto un vertice in Procura tra pm e Gdf. All’incontro erano presente il procuratore Capristo, che dirige l’inchiesta assieme al procuratore aggiunto Maurizio Carbone, e il pm Mariano Buccoliero, nuovo assegnatario del fascicolo. Nei prossimi giorni un’altra delega di indagine verrà conferita ai carabinieri del Noe e ai militari dell’Arma che si occupano della sicurezza sui luoghi di lavoro. Quindi, si terrà a breve una nuova riunione operativa. Successivamente potrebbe essere programmata l’audizione dei testimoni. 

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