Ex Ilva, commissari in Procura: esposto contro Mittal

 

I commissari chiedono al tribunale di Taranto di verificare l'ipotesi di di reato, citando l'art. 499 del codice di procedura penale
pubblicato il 16 Novembre 2019, 13:23
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I commissari straordinari di Ilva in AS questa mattina hanno depositato presso la Procura a Taranto un esposto denuncia con al centro “fatti e comportamenti inerenti al rapporto contrattuale con ArcelorMittal, lesivi dell’economia nazionale“. Pertanto la richiesta avanzata alla Procura è quella di verificare la sussistenza di ipotesi di reato, si legge comunicato ufficiale dell’amministrazione straordinaria.

Nel ricorso si mette in evidenza che essendo il sito di Taranto strategico ex legge, la fermata degli impianti comporrebbe dei danni gravissimi agli impianti produttivi, che ravviserebbero secondo i commissari straordinari la violazione dell’articolo 499 del codice di procedura penale, che prevede la “Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione”.

L’articolo in questione prevede che “Chiunque, distruggendo materie prime o prodotti agricoli o industriali, ovvero mezzi di produzione, cagiona un grave nocumento alla produzione nazionale o fa venir meno in misura notevole merci di comune o largo consumo, è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa non inferiore a duemilasessantacinque euro“.

Il grave nocumento si ravvisa nei casi in cui l’effetto pregiudizievole sull’economia nazionale rileva per gravità e diffusione. Si tratta di una sensibile diminuzione di merci e beni primari di consumo che riguardano una parte consistente della popolazione, su una larga scala territoriale.

La norma tutela nello specifico il bene dell’economia pubblica, relativamente alla distribuzione di grandi quantitativi di beni ch presentano una peculiare rilevanza per la collettività.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è quindi costituito dall’economia pubblica, messa in pericolo da nocumenti causati alla produzione nazionale di beni di largo consumo.

Trattasi di reato di evento, in quanto è comunque necessario che la condotta di distruzione delle materie prime cagioni un effettivo danno all produzione nazionale, deducendosi dunque che è necessario un macro-evento distruttivo.

Il delitto “è a forma libera e l’elemento soggettivo consiste nella volontà di distruggere materie prime, con la rappresentazione di poter determinare un danno alla produzione nazionale, senza che però sia necessario il dolo specifico di tale macro-evento“.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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