Ex Ilva, la Cgil Taranto a Confindustria: “No ad azioni contro i lavoratori”

 

Chiesto un incontro per non agire in ordine sparso in una situazione così delicata
pubblicato il 16 Novembre 2019, 17:46
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La Cgil di Taranto, attraverso il segretario generale Paolo Peluso, si rivolge al presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, in merito alla situazione in cui versano le aziende dell’indotto del siderurgico, che attendono il pagamento per i lavori svolti sotto la gestione di ArcelorMittal, ammontanti a 50 milioni di euro. La richiesta è quella di evitare di prendere drastiche decisioni da parte delle ditte nei confronti dei lavoratori. Come ad esempio la possibilità di non far scendere i lavoratori sul posto di lavoro da lunedì, o avviare lettere di licenziamento o cassa integrazione.

Pur riconoscendo appieno le legittime pretese da parte delle aziende dell’indotto creditrici nei confronti di AMI, alle quali la stessa dovrebbe dare risposte dirette in tempi urgenti, tuttavia, in questo momento di grandissima preoccupazione e incertezza sul futuro, non posso condividere la scelta, assunta unilateralmente dalle stesse Aziende, di non inviare a lavoro i dipendenti a partire da lunedì – scrive Peluso -. A mio parere, invece, la fabbrica non va abbandonata, ma anzi presidiata, contrastando in ogni modo le sciagurate scelte di Arcelor Mittal. Ripropongo con forza la necessità di confrontarci in tempi brevissimi, coinvolgendo tutte le categorie sindacali dell’indotto, con il duplice obiettivo di addivenire a iniziative concordate a tutela degli interessi del mondo del lavoro (imprese e dipendenti) e per dare un forte e convinto segnale di unità d’intenti. A tal proposito, cogliendo la disponibilità manifestatami formalmente dal Sindaco di Taranto a lavorare per l’apertura del tavolo di crisi a Taranto, ritengo che dovremmo cogliere l’occasione per assumere un ruolo determinante per contribuire a individuare gli strumenti utili a non far precipitare la crisi che abbiamo di fronte. La data del 4 dicembre è inesorabilmente vicina” conclude Peluso.

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