Ex Ilva, Confindustria Taranto da Patuanelli: “Aspettiamo pagamento aziende”

 

Presidio all'esterno del MiSE e incontro con il ministro: rassicurazioni su attenzione esecutivo alla situazione aziende indotto
pubblicato il 14 Novembre 2019, 16:36
5 mins

Si sono riuniti in presidio all’esterno del MiSE questa mattina un centinaio di imprenditori, assessori e sindaci della provincia di Taranto preoccupati per il futuro dell’indotto dello stabilimento ex Ilva ora Arcelor Mittal. All’interno del ministero si è invece svolto un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, i rappresentanti di Confindustria Taranto e quelli degli enti locali. “Abbiamo consegnato al ministro un documento che prevede una serie di punti tutti strettamente connessi al rientro dall’attuale esposizione di Arcelor Mittal nei confronti dell’indotto“, ha detto il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro. Si tratta di un impegno “di oltre 200 milioni di euro (150 milioni dal 2015 e 50 dell’ultimo anno) se dovessero tardare ad arrivare potrebbero una condizione sociale gravissimacon mancato pagamento degli stipendi – testimoniata anche dai sindaci presenti“, ha continuato Marinaro secondo il quale Mittal “deve restare e abbiamo chiesto al ministro impegno forte e soluzioni celeri per le aziende che vedono assente una parte importante del contesto economico, come le banche“. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/11/14/ex-ilva-sindacati-garantito-impegno-azienda-confindustria-basta-ricatti/)

Sui crediti vantati dalle imprese dell’indotto dello stabilimento ex Ilva di Taranto “le soluzioni sono al vaglio del governo e sicuramente ci sarà un altro incontro con noi”, ha detto ancora il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, al termine dell’incontro tenutosi al Mise aggiungendo che “i nostri 50 milioni di euro correnti (vantati nei confronti di Arcelor Mittal) non sono nei radar, ci sono disponibilità ma non ci sono date stabilite per il loro rientro“. Gli altri 150 milioni di euro di crediti vantati da queste imprese sin dalla gestione commissariale dello stabilimento “mancano e mancheranno, è come se li avessimo donati allo Stato, li abbiamo nei nostri passivi e rientrano nel procedimento in capo al tribunale di Milano“, ha chiarito Marinaro aggiungendo che sui 50 milioni di crediti più recenti invece “non possiamo pensare che non rientrino“. 

Dallo stabilimento ex Ilva di Taranto oggi ArcelorMittal “ci arrivano notizie di disimpegno e di avvio celere dello spegnimento, cosa che per quanto ci riguarda non può e non deve essere assolutamente fatto” ha detto ancora Marinaro, al termine dell’incontro al Mise. “Non siamo a conoscenza di ipotesi di cordate alternative, il ministro non ne ha fatto cenno, abbiamo focalizzato l’incontro sul nostro problema attuale (quello dei crediti dell’indotto)provocato da un disimpegno che ormai prende corpo“, ha aggiunto.

Una fabbrica chiusa non è una fabbrica che risolve i problemi ambientali, bensì una fabbrica che aggiunge ai problemi dell’inquinamento quelli sociali e occupazionali“, sottolinea una lettera di Confindustria Taranto, incentrata in particolare sui rischi per l’indotto di ArcelorMittal, inviata al Presidente della Repubblica, al Premier, ed al Ministro dello Sviluppo. “Se è vero, come è vero, che il Governo considera lo stabilimento jonico una risorsa irrinunciabile dell’economia italiana, dovrà accelerare i tempi di intervento al fine di scongiurare un altro rischio incombente, che è lo spegnimento degli impianti, anticamera di una chiusura irreversibile“, scrive il presidente degli industriali Antonio Marinaro, che ha incontrato oggi il ministro Stefano Patuanelli, mentre le aziende sono in sit-in all’esterno del ministero. La lettera chiede poi impegno per “la continuità della fabbrica, pur con le eventuali rimodulazioni – al momento più che ipotizzabili – determinate sia dalle congiunture nazionali e internazionali sia da quelle locali“. E chiede inoltre “l’avvio di tutte le iniziative utili a garantire le necessarie tutele normative in favore delle aziende operanti nell’indotto di Taranto, con particolare riferimento alla predisposizione di appositi ammortizzatori sociali“. Confindustria Taranto “l’estensione anche alle imprese dell’indotto dell’impegno già assunto da alcuni istituti di credito, su sollecitazione dell’Abi, a sospendere le rate dei mutui dei prestiti personali di tutti i dipendenti, nonché a mettere in atto misure specifiche per il finanziamento delle imprese fornitrici del centro siderurgico“.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)