Da Taranto l’agricoltura rilancia il proprio ruolo strategico

 

Barilla intenzionata a sviluppare ulteriormente i contratti di filiera con il Consorzio Global Fresh Fruit: in un anno si raggiungerebbe un fatturato di due milioni di euro
pubblicato il 09 Novembre 2019, 14:51
8 mins

In una giornata che ha mostrato al Paese tutta la fragilità di un obsoleto modello economico locale basato sulla monocultura industriale, ecco da un’altra Taranto arrivare un concreto messaggio di speranza per un diverso modello di sviluppo economico.
Arriva dalla Puglia agricola capace di innovare la tradizione senza tradirla, che investe nella qualità e, non svendendo le proprie produzioni, riesce a conquistare importanti quote di mercato e redditività.
Come il Consorzio Global Fresh Fruit che da cinque anni produce, con un contratto di filiera che garantisce redditività certa fin da prima della semina, il top quality “Grano Aureo” per il Gruppo Barilla che lo utilizza nella pasta Voiello.
Nato a Chiatona grazie all’intuizione di sei imprenditori, oggi ha contrattualizzato 85 aziende agricole che, su 1.200 ettari da Ginosa a Capo di Leuca, l’anno scorso hanno conferito a Barilla 28.000 quintali di Grano Aureo per un fatturato di quasi un milione di euro!

Per fare il punto dei rapporti con il Gruppo Barilla e per annunciare alcune importanti novità, il Consorzio Global Fresh Fruit ha organizzato il convegno regionale “La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell’ambiente” che si è tenuto (venerdì 8 novembre) presso la Camera di Commercio di Taranto.
I lavori, moderati dal giornalista professionista Vincenzo Rutigliano di Agrisole – Il Sole24 Ore, sono stati aperti dai saluti del Cav. Luigi Sportelli, Presidente Camera di Commercio Taranto, che ha definito quella del Consorzio «una best practice di quell’indispensabile cambiamento basato sulla naturale vocazione economica del territorio, della quale il comparto agricolo è l’esempio perfetto».
In seguito è intervenuto il Dott. Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Puglia, che ha avuto parole di elogio per il Consorzio Global Fresh Fruit che ha dimostrato come sia possibile innovare antiche produzioni agricole aumentandone la redditività e, soprattutto, che quando le aziende agricole pugliesi superano antiche diffidenze e sterili divisioni, riescono a realizzate nuove sinergie e alleanze in grado di garantire sostenibilità economica e ambientale delle produzioni.
Tra gli interventi più attesi del convegno sicuramente quello del Dott. Paolo La Cava, Responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia, su “Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Barilla”.
Paolo La Cava non ha né smentito né confermato la recente notizia secondo la quale l’anno prossimo il Gruppo Barilla lancerà sul mercato domestico soltanto pasta da grano duro della filiera italiana al 100%, anche se è sembrato solo un esercizio del tradizionale riserbo che caratterizza i player di livello globale, e infatti una conferma indiretta è poi giunta dall’annuncio che il Gruppo Barilla intende sviluppare ulteriormente il contratto di filiera con il Consorzio Global Fresh Fruit, fino a raddoppiare la produzione già da quest’anno, che così raggiungerebbe un volume d’affari di quasi due milioni di euro!
L’annuncio è stato accolto con viva soddisfazione dal numeroso pubblico, composto da imprenditori agricoli, e dal Dott. Francesco De Filippis, Presidente Consorzio Global Fresh Fruit, che nel suo intervento ha confermato la disponibilità del Consorzio a fare scouting sul territorio per proporre il contratto di filiera con Barilla a nuove aziende agricole.
In seguito Francesco De Filippis ha annunciato una importante novità: il Consorzio Global Fresh Fruit ha stipulato due innovativi Contratti di filiera per la produzione di leguminose con due importanti aziende pugliesi del “quality foods”: “Lofrese Legumi” specializzata nella commercializzazione di legumi e cereali italiani in tutto il mondo, e l’Andriani SpA che produce paste gluten free con ingredienti vari.
Con questi contratti di filiera il Consorzio garantirà alle aziende agricole una redditività certa con queste produzioni, ma soprattutto la “rotazione agronomica” sui loro terreni, una pratica che, arricchendoli a favore delle future coltivazioni, salvaguardia l’ambiente, tanto da essere considerata una pratica greening dall’Unione Europea che la premia in termini di contribuzione PAC 2014-2020.
In ultimo Francesco De Filippis ha annunciato che, grazie all’importante numero delle aziende contrattualizzate, offrirà loro una vantaggiosa polizza assicurativa “grandine, vento forte, incendio” per una ottimale protezione passiva delle colture, passando così da una cultura della gestione dell’emergenza a quella della prevenzione del danno economico.
I vantaggi della “rotazione agronomica” per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore, sono stati illustrati al convegno dal Prof. Giuseppe De Mastro, Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari, che ha confermato come si tratti di una pratica ben conosciuta dai nostri agricoltori da sempre, ma che negli ultimi quarant’anni era stata abbandonata per la scarsa redditività della produzione di leguminose.
Temi ripresi da Antonio Lofrese, CEO “Lofrese Lugumi”, azienda di Gravina di Puglia che da dieci anni è vicina agli agricoltori assistendoli nella produzione di leguminose, colture che se innovate con nuove pratiche agronomiche possono tornare ad essere redditive: oggi l’azienda è un brand affermato nella commercializzazione di legumi di qualità in tutto il mondo che « esportiamo in tutto il mondo sempre con il nostro brand “Made in Puglia”, perché è importante non svendere mai il proprio prodotto, ma aumentandone il valore aggiunto anche utilizzando l’immagine della Puglia che in tutto il mondo è sinonimo di qualità degli alimentazione!»
Le conclusioni sono state del senatore Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti, che ha esordito con una serie di dati negativi sull’andamento dell’agricoltura pugliese, eccetto quelli di alcuni comparti come quello vitivinicolo, un trend causato dalla storica mancanza di infrastrutture con collegamenti efficienti con i mercati, un gap allargatosi negli ultimi decenni con la globalizzazione.
Per questo Mario Turco ha annunciato di voler rivoluzionare a livello centrale i criteri di valutazione di “sostenibilità” di un collegamento infrastrutturale, che devono comprendere soprattutto i benefici per lo sviluppo economico di un territorio, in una logica di economia circolare integrata: «basta cattedrali nel deserto!»
In ultimo Mario Turco ha fatto un importante annuncio per il territorio: «da dieci anni l’investimento Agromed era fermo con dieci milioni disponibili per creare questa piattaforma agroalimentare. Dal DIPE è partita una lettera per convocare l’attuale governance a Roma nella prossima settimana, un incontro nel corso del quale sarà comunicato che, nell’Ordine del Giorno della riunione del CIPE del mese di dicembre, ci sarà l’autorizzazione all’insediamento produttivo a Castellaneta di Agromed con l’avvio della realizzazione di questa infrastruttura!»

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