Ex Ilva, chi pagherà adesso i debiti ai creditori?

 

Senza i soldi di ArcelorMittal viene meno il piano da 1,8 miliardi di risarcimenti. Non pagata tutta la prima annualità del canone d'affitto
pubblicato il 08 Novembre 2019, 21:24
3 mins

Tra i vari problemi da risolvere una volta che ArcelorMittal avrà lasciato Taranto, ci sarà da affrontare un aspetto che in molti oggi ignorano del tutto. O forse non giudicano così dirimente. Sbagliando. Parliamo del risarcimento dei creditori della procedura di amministrazione straordinaria per il fallimento dell’Ilva ancora in corso.

Difatti, è bene ricordarsi che gli 1,8 miliardi di euro che ArcelorMittal si era impegnata da contratto a corrispondere per l’acquisto degli asset industriali del gruppo Ilva, erano completamente destinati al pagamento dei creditori sui 3,91 miliardi di euro accumulati negli anni dall’Ilva (tra commissariemento e amminstrazione straordinaria) e che avevano portato l’azienda appunto nel campo della legge Marzano. Fu proprio grazie alla maggiore offerta economica che alla fine, nel punteggio finale, AM InvestCo Italy risucì a superare AcciaItalia per l’aggiudicazione finale.

La stessa Amministrazione Straordinaria dell’Ilva, nel giugno 2017, aveva previsto di destinare 300 milioni di euro per ripagare il prestito dello Stato ex art.1, comma 3 del decreto legge 191/2015. A questi si aggiungevano i 230 milioni di euro del debito ipotecario con ipoteca sugli impianti.

Due provvedimenti che ora potrebbero nuovamente aprire ad una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per aiuti di stato, che la firma del contratto di cessione aveva disinnescato.

Tra gli 1,2 e gli 1,27 miliardi di euro dovevano servire a coprire prededuzione, TFR, e altri debiti privilegiati (ex-Art 2751, n.1 c.c.). Vale a dire i lavoratori, i professionisti e le agenzie che hanno effettuato prestazioni lavorative all’interno dell’azienda.

Per gli altri debitori la cifra a disposizione era compresa invece tra i 70 e 0 milioni di euro. Situazione sulla quale governo e amministrazione straordinaria dovranno tornare nuovamente a fare i conti. Che qualcuno dovrà sborsare, che sia nuovo acquirente o chissà chi, visto che al momento si brancola nel buio.

Infine, secondo quanto risulta al sito specializzato Siderweb (e come si vociferava già negli ultimi due mesi) ArcelorMittal non avrebbe completato il versameto della prima annualità di cannone di affitto da 180 milioni di euro. Al momento sarebbero state saldate soltanto tre rate da 45 milioni di euro per un totale di 135 milioni di euro. Resta ancora da saldare l’ultima tranche da 45 milioni, che però sarebbe sottoposta a contestazione da parte della multinazionale su mancanze che Ilva in As avrebbe compiuto nei suoi confronti.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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