Ex Ilva, domani sciopero in tutti gli stabilimenti ArcelorMittal

 

Hanno aderito anche le sigle sindacali degli edili Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cigl di Taranto
pubblicato il 07 Novembre 2019, 16:00
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L’incontro di oggi tra il Presidente del Consiglio Conte e le organizzazioni sindacali, con la presenza dei segretari generali di Cgil Cisl e Uil, rappresenta un’occasione importante per impegnare il Governo ad assumere atti forti e inequivocabili in difesa del futuro del polo siderurgico piu’ importante d’Europa“. Lo affermano in una nota i sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm, annunciando di aver proclamato 24 ore di sciopero per l’intero Gruppo ArcelorMittal ex Ilva a partire dalle ore 7 di domani, venerdi’ 8 novembre 2019, gia’ programmato per il sito di Taranto.

In tutti gli altri stabilimenti, le segreterie territoriali definiranno le modalita’ di mobilitazione. Inoltre Fim Fiom e Uilm chiedono all’azienda “l’immediato ritiro della procedura e al Governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni in cui si e’ firmato l’accordo del 06/09/2018 che garantirebbe la possibilita’ di portare a termine il piano Ambientale nelle scadenze previste. Le condizioni devono, inoltre, includere lo scudo penale limitato all’applicazione del Piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi. I sindacati di categoria ritengono l’accordo del 6 settembre 2018 come unica strada per garantire il risanamento ambientale e il rilancio dell’intero gruppo ex Ilva“.

Le organizzazioni sindacali nazionali di Fim Fiom Uilm dichiarano “intollerabile quanto emerso dall’incontro di ieri tra il Presidente del Consiglio e i vertici di ArcelorMittal, programmato per chiedere il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti dell’ex Ilva annunciata il 4 novembre. La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le piu’ gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2mila attualmente in Amministrazione straordinaria. Fim Fiom e Uilm considerano le prossime ore decisive per il futuro di migliaia di lavoratori. Non e’ possibile – affermano – ad un anno dalla firma, ritornare a discutere di quanto gia’ affrontato negli ultimi 7 anni. Dobbiamo scongiurare che a pagare il prezzo delle scelte scellerate di azienda e politica siano sempre i lavoratori. Dobbiamo evitare lo spettro dell’ulteriore cassa integrazione e chiediamo con forza il risanamento ambientale e la salvaguardia occupazionale“.

Anche Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cigl di Taranto, aderendo all’iniziativa delle segreterie nazionale di Fim, Fiom e Uilm, hanno proclamato per domani uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori edili dell’appalto ArcelorMittal, a partire dalle ore 7, anche in vista delle iniziative lanciate dai sindacati di categoria in 100 piazze italiane per il prossimo 15 novembre. “I drammatici sviluppi che si stanno delineando intorno al futuro dello stabilimento ex Ilva di Taranto – scrivono in una nota – avranno ricadute pesantissime anche sulle centinaia di lavoratori edili occupati negli appalti. I lavoratori edili hanno già pagato il prezzo più caro della crisi: licenziamenti, dumping contrattuale, riduzione dei diritti“. Gli investimenti “previsti per il piano industriale e per il Piano ambientale dell’ex Ilva – osservano Feneal, Filca e Fillea – avrebbero dato la possibilità di rilancio anche ai lavoratori e alle imprese dell’appalto ed una conseguente ricaduta positiva per il rilancio del nostro settore sull’intero territorio. Per queste ragioni confermiamo che il rilancio dell’edilizia è necessario a Taranto come nel resto del Paese“.

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