FIOM e UILM proclamano lo sciopero di 24 ore per l’8 novembre

 

"Avvieremo un percorso istituzionale e organizzeremo una mobilitazione presso il MiSe, a Roma"
pubblicato il 06 Novembre 2019, 22:40
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Sindacati, come già noto, divisi davanti a quanto sta accadendo, e cioè in questo durissimo confronto con ArcelorMittal. Mentre la FIM Cisl ha già dato il via da oggi pomeriggio a uno sciopero che terminerà domani pomeriggio (https://www.corriereditaranto.it/2019/11/06/ex-ilva-alta-adesione-sciopero-fim-acciaieria-1-ferma-azienda-dispone-comandata/), il Consiglio di fabbrica FIOM-UILM di ArcelorMittal-Appalti ha proclamato 24 ore di sciopero per l’8 novembre.
In una data, le due sigle affermano come “è del tutto evidente che la scelta di ArcelorMittal sia stata dettata esclusivamente dalla volontà della multinazionale di rimettere in discussione quanto sottoscritto in sede ministeriale il 6 settembre 2018 e trova, pertanto, un alibi sulla vicenda dell’esimente penale. La multinazionale ha altresì evidenziato, nella nota inviata ad Ilva in AS, che il problema non è solo lo scudo penale ma bensì le problematiche giudiziarie di AFO 2 e soprattutto il riesame dell’Aia”.
Oggi, ricordano FIOM e UILM, “si è tenuto un incontro tra il Governo e Arcelor Mittal che non ha prodotto alcuna novità se non la conferma della volontà della multinazionale di recedere il contratto di fitto. Di fronte all’arroganza di una multinazionale e ad una totale incapacità ed immobilismo della politica, bisogna mobilitarsi come lavoratori attraverso la partecipazione allo sciopero indetto l’8 novembre (8 ore per ogni turno di lavoro). Infatti è necessario porsi un obiettivo chiaro che arrivi netto e direttamente al Governo, al momento unico vero proprietario dello stabilimento siderurgico. Il Consiglio di fabbrica ha deciso inoltre di avviare un percorso istituzionale, a partire dal presidente della Regione Puglia, per affrontare una vertenza che non può escludere nessuno, soprattutto sulle responsabilità di quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni. Infine, il consiglio di fabbrica di FIOM – UILM, di concerto con le Segreterie nazionali, ha deciso di organizzare una grande mobilitazione di gruppo presso il Mise a Roma”.
“Non siamo disponibili a ulteriori sacrifici che possano penalizzare ulteriormente l’aspetto della salvaguardia ambientale, delle bonifiche e del piano occupazionale già previsto dall’accordo del 6 settembre”, conclude la nota sindacale.

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