Ex Ilva, alta adesione sciopero Fim. Acciaieria 1 ferma, azienda dispone comandata

 

Disposto per un'ottantina di operai la 'comandata' sugli impianti dei reparti Acciaieria e Gestione Rottami Ferrosi
pubblicato il 06 Novembre 2019, 17:09
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Lo sciopero proclamato per oggi dalle 15.00 per lo stabilimento ex Ilva di Taranto proclamato dalla sola Fim “sta avendo un’alta adesione“: lo fa sapere la Fim Cisl con una nota nella quale si sottolinea che è bloccata l’acciaieria 1. “C’è un’alta l’adesione in tutto l’impianto – si legge – è blocco totale dell’acciaieria 1 che sta creando forti disagi a tutto l’impianto siderurgico. È attiva una sola colata su cinque. L’azienda ha tentato di precettare i lavoratori per la messa in sicurezza dell’impianto non trovando riscontro. L’acciaieria 1 va verso il blocco totale con gravi conseguenze non solo in termini di produzione. Lo sciopero continua fino alle 15 di domani in cui è previsto il blocco della portineria C con relativo blocco dei camion“.

ArcelorMittal ha poi comunicato alla Fim Cisl e ai lavoratori interessati di aver disposto per un’ottantina di operai la ‘comandata’ sugli impianti dei reparti Acciaieria e Gestione Rottami Ferrosi in occasione dello sciopero di 24 ore proclamato dall’organizzazione sindacale, iniziato oggi alle 15. La società spiega di dover ricorrere alla comandata (che in base agli accordi sindacali è un obbligo per i lavoratori interessati) “in ragione dei danni strutturali provocati in occasione dello sciopero del 10 luglio scorso che hanno determinato la rottamazione di 7 carri siluro“. Per questo l’azienda ravvisa la necessità “di evitare o ridurre il rischio del ripetersi di quanto innanzi, a tutela delle persone, dell’ambiente e della stessa possibilità per il sito produttivo di riprendere la marcia al temine dell’astensione“. Ribadisce la “necessità del completamento del ciclo di colaggio siviere necessario per la messa in sicurezza dell’impianto di Acciaieria, ivi compreso lo svuotamento del carri siluro, da effettuarsi in tempo utile ad evitare danni strutturali ed irreversibili“. L’azienda precisa inoltre che “le caratteristiche impiantistiche del sito di Taranto, in assenza degli indispensabili presidi di sicurezza la cui attuazione costituisce obbligo inderogabile di chi proclama lo sciopero, e di chi lo subisce, espongono il personale addetto alle lavorazioni, nonché le strutture produttive, al rischio di danni incompatibili con il diritto alla salute ed all’esercizio dell’attività economica“.

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