Ex Ilva, la Morselli ai sindacati: “Recediamo dal contratto”

 

Azienda conferma impianti al minimo e pagamento lavoratori sino a cessazione gestione sito. Consiglio di fabbrica: "Presidio permanente"
pubblicato il 05 Novembre 2019, 19:24
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L’Amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli ha confermato ai segretari generali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, nel corso dell’incontro che si è svolto oggi pomeriggio nello stabilimento tarantino, la volontà di recedere dal contratto per l’acquisizione della fabbrica già espressa ieri. Lo hanno reso noto gli stessi sindacati al termine della riunione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/11/05/ex-ilva-ecco-latto-di-citazione-al-tribunale-di-milano3/)

Il Consiglio di fabbrica di FIM – FIOM – UILM si è riunito a seguito della volontà, annunciata da Arcelor Mittal, di completare la retrocessione dei rami d’azienda – si legge in una nota congiunta dei sindacati metalmeccanici -. Il consiglio di fabbrica ha espresso forte preoccupazione per la nuova fase che riguarderà, di fatto, il futuro ambientale, occupazionale e industriale di un territorio già fortemente martoriato. L’accordo ministeriale sottoscritto lo scorso 6 settembre da tutte le organizzazioni sindacali, che prevede anche la salvaguardia occupazionale per circa 1600 lavoratori attualmente in ilva in amministrazione straordinaria, non può subire modifiche.

Difronte ad un vero e proprio ricatto di Arcelor Mittal il governo deve rispondere con fermezza chiedendo che vengano rispettati gli impegni assunti precedentemente.

Assistiamo ad un dibattito politico inverosimile incentrato esclusivamente sull’eliminazione dello scudo penale, mentre è necessario discutere anche di situazioni particolari quali il riesame dell’Aia e la mancanza di interventi, rispetto ai provvedimenti impartiti dalla procura della Repubblica di Taranto, su Afo/2.

In serata abbiamo incontrato l’amministratore delegato Morselli che ha confermato quanto contenuto all’interno delle nota di retrocessione dei rami d’azienda e che proseguiranno con l’avvio della procedura ex art.47 per il trasferimento dei lavoratori da Arcelor Mittal ad Ilva in as.

FIM – FIOM – UILM non concederanno nessun “esperimento” sul tema, promessa o decisione, se non condivisa o peggio che leda i principi delle salvaguardie ambientali ed occupazionali indispensabili ai lavoratori, tutti, ed alla Comunità tarantina allo stremo. 

Ogni azione a nostro potere sarà inevitabilmente comunicata ed adottata già dalle prossime ore, se necessaria ad evitare ricadute imprevedibili dettate dall’ incapacità ed incoscienza di soggetti deputati a decidere sul futuro di una intera collettività che ha pagato e sta pagando un prezzo fin troppo elevato.

Inoltre, domani saremo in presidio permanente in attesa di riscontri rinvenenti dagli incontri che si terranno domani presso il MiSE“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/11/05/ex-ilva-la-lettera-della-morselli-e-i-nodi-irrisolti2/)

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