I mercoledì del MArTA: “La Magna Grecia in Cesare Pavese”

 

pubblicato il 04 Novembre 2019, 08:08
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“La presenza in Cesare Pavese dei riferimenti alla Magna Grecia e alla grecità sono costanti. Sia nei suoi libri che nella sua esistenza. Su questa linea la relazione del Dottor Pierfranco Bruni svilupperà la problematica inerente il mito, la profonda grecità, il mare e la complessità mediterranea: elementi presenti in tutta l’opera di Pavese”.

Così Eva Degl’Innocenti, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, presenta l’incontro del 6 novembre, alle ore 18:00, presso la Sala Incontri del MArTA: una conferenza dal titolo La Magna Grecia in Cesare Pavese verso i 70 anni dalla morte a cura del Dottor Pierfranco Bruni (Vice Presidente Nazionale del Sindacato Liberi Scrittori), con la collaborazione dell’attrice Marianna Montagnolo.

In Cesare Pavese la grecità ha una caratteristica fondamentale non solo dal punto di vista letterario ma anche esistenziale e metaforico. Spesso si è confrontato, nei suoi testi, con i miti e i riti della Magna Grecia attraversandoli grazie ad una visione anche antropologica. Di formazione classica, ha trovato nel mito di Leucò il legame tra la grecità e la Magna Grecia. Uno dei suoi libri fondamentali, a forma di dialoghi tra dei, personaggi greci e miti, si intitolo: “Dialoghi con Leucò”. Leucò è il sinonimo di chiarezza, di bianco, di trasparente. È dedicato completamente ad una donna molto amata da Pavese, Bianca Garufi, che è stata anch’essa una studiosa di grecità dell’inconscio. Con lei ha scritto anche un libro a quattro mani dal titolo “Fuoco grande”. Immaginario antropologico del fuoco e del falò sino a raggiungere il suo ultimo libro “La luna e i falò”.

Pavese è stato attratto dalla Magna Grecia proprio quando è stato confinato, 1936 – 1936, a Brancaleone in Calabria. Comunità grecanica della Calabria. Qui ha offerto uno spaccato impeccabile di grecità descrivendo luoghi e personaggi, costumi e linguaggi tanto da sottolineare che “… Qui è tutto greco… anche le donne che vanno alle fontane con l’anfora in testa”.
La sua esperienza della profonda grecità è raccontata in uno dei suoi romanzi di esordio dal titolo: “Il carcere”. Un punto di riferimento per una letteratura in cui il mare è la quarta parete di una esistenza. Quel mare Jonico e Greco.

L’ingresso alla conferenza sarà gratuito.

 

 

 

 

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